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Andare a nanna senza storie, Istruzioni per l’Uso

È possibile per i nostri bambini andare a nanna senza storie, senza drammi, e senza impiegarci una vita?
Come mai a volte sembra così difficile far andare a dormire i nostri bambini? Se ti sei chiesto almeno una volta “Cos’è che sbaglio?!” sei al posto giusto!

Vedrai i 4 piccoli passi essenziali che possiamo compiere per semplificare tantissimo questa parte importante della nostra routine – eppure a volte così carica di tensioni.

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“Io i denti non li lavo!”
“Mamma, mi porti un bicchiere d’acqua?”
“Un altro bacino per favore!”
“Papà, non riesco a dormire..”

Chi di voi, arrivato a sera, non vede l’ora di passare due ore a cercare disperatamente di fare addormentare i propri bambini?
Uhm non vedo tante mani alzate.

Vediamo se descrivo bene la situazione:
arrivi a sera un po’ di corsa, e con un pensiero fisso in testa:

“dai che poi li metto a letto e mi godo un po’ la serata”.

Soltanto che spesso e volentieri, più aspettiamo con ansia questo momento, e più i bambini sembrano opporre resistenza. Mai fatto caso?
Vediamo di capire cosa passa per la testa dei nostri bimbi (e per la nostra) e cosa possiamo fare.

Andare a nanna senza storie, la premessa: capire il mondo del bambino

La prima, primissima cosa da tenere in mente è questa: la sera è un momento difficile per tutti.

Ma specialmente per i bambini, e specialmente se è tardi, se hanno passato tutto il giorno fuori casa, e se stanno vivendo dei cambiamenti grossi nella loro routine.

Tutte le tensioni, le paure, le emozioni accumulate durante la giornata, emergono là, in quel momento in cui ci devono salutare, in cui è buio, in cui si devono abbandonare al sonno – che un pochino fa paura.

E se mamma e papà sono stati occupati durante il giorno e io bambino sento di aver bisogno di una coccola, di un’attenzione speciale.. È a quel momento in modo particolare che la reclamerò.

Andare a nanna senza storie: non è tutta questione di efficienza

Noi adulti diamo per scontato che azioni come sparecchiare, andare in bagno, lavarsi denti e faccia, spogliarsi, mettersi il pigiama eccetera, siano cose da fare rapidamente, in fretta, in modo “efficiente”.

(parentesi confidenza: io a volte mi metto a guardare il cellulare e impiego il doppio del tempo, anche se so che devo dormire, che sarebbe meglio spegnere, che fare tre cose contemporaneamente non fa bene.. Eppure è difficile resistere alla tentazione sul momento. E io sono adulta…)

I ritmi dei bambini sono diversi dai nostri, la loro capacità di concentrazione molto inferiore.

Perché voi vi lavate i denti? Perché andate a dormire presto? Perché avete fatto esperienza.

Sapete che se non vi lavate i denti, poi il dentista farà male; che se non andiamo a dormire presto, poi la mattina dopo è dura.

Avete sviluppato quella capacità di proiettarvi nel futuro, controllare gli impulsi.

Potete decidere da soli quando e come fare tutte queste cose.

Immaginate che vostro marito o vostra moglie, dopo cena, vi dica:

“dai vai a dormire che sei stanca. Allora, hai lavato i denti? Ma ancora non hai messo il pigiama! Basta guardare il cellulare, spegni la luce. Te l’ho già dato un bacio, adesso non voglio più sentirti!”
Quanta voglia avete di collaborare, e quanta di fare il contrario?

Come le tue aspettative ti giocano brutti scherzi quando si tratta di mettere a letto i bambini

Adesso che abbiamo fatto una prima immersione nella mente dei vostri figli, vediamo: cosa passa nella vostra?

Avete questa aspettativa.

Anzi, due: la prima, che i “bravi bambini” vanno a dormire da soli e senza storie.

Quindi se i vostri bambini fanno fatica, piangono per un niente, e vi chiamano tante volte, vuol dire che non siete buoni genitore (perché i bravi genitori hanno bravi bambini).

La seconda aspettativa, è quella di “fare in fretta” perché è tutto il giorno che pensate a tutto fuorché ai vostri bisogni, e ora il serbatoio è vuoto e non ne potete più.

Più la realtà contrasta con le vostre aspettative, più sale la frustrazione. Più sale la frustrazione, più è difficile cogliere i bisogni dei vostri bambini e rispondervi in modo consapevole e incoraggiante, perché si sentano al sicuro e possano dormire tranquilli, quindi più continuano a reclamarci, e il circolo vizioso continua a girare.

I piccoli passi per aiutarti 

  1. Cerca di organizzare la giornata e fare in modo di trovare piccoli momenti in cui ti dai l’intenzione di occuparti di te, di fare una piccola cosa che ti piace, pensando: “mi sto caricando per essere più disponibile per i miei bimbi più tardi”
  2. Prova ad approfittare di ogni momento possibile in cui siete insieme per ascoltare i bambini, per creare una vera connessione con loro. Se ti raccontano di una difficoltà, una tensione, una paura, prova a non dire niente se non a ripetere: “ah, quindi ti sei sentito triste perché il tuo amico ti ha distrutto la torre/ ti ha dato fastidio che la compagna ti abbia preso la merenda” – per fare in modo che ci sia uno spazio sicuro in cui esprimere eventuali tensioni
  3. Coinvolgili nella creazione di una routine, con filastrocche, canzoni, disegni, regole condivise.. In modo che non sia “lavati i denti e mettiti il pigiama!” ma “cosa hai bisogno di fare per essere in forma domani mattina?”
  4. Cerca di cogliere il bisogno dietro il comportamento, per soddisfarlo in altri momenti. Se sospetti un bisogno di coccole e attenzioni, cerca di colmare questo bisogno prima che arrivi l’ora di andare a dormire. Se sospetti un bisogno di autonomia, inizia a dar loro qualche scelta limitata e responsabilizzante come “io alle 8.30 ti do il bacio della buona notte e vado di là, preferisci che io spenga la luce o vuoi tenere la lucina accesa ancora un po’ e dare un’occhiata ai tuoi libri? Vuoi il buio o una lucina? Vuoi la porta aperta o chiusa?”

Note e risorse

Se ti interessa l’argomento:

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