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"Sei tanto arrabbiata, o poco arrabbiata?" mi chiede con apprensione malcelata mio figlio. Tu cosa fai quando ti capita di perdere la pazienza coi bambini? Quando nonostante le tue buone intenzioni, le promesse ripromesse, ti girano i 5 minuti e ti ritrovi per l'ennesima volta a urlare? Anche questa può essere una grande lezione di vita per i tuoi figli, a patto di.. 

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sì, è vero, ho perso la pazienza e allora?! - Foto di Erik Jan Leusink su Unsplash

Perdere la pazienza coi bambini.. e poi sentirsi in colpa

"Ma non sei arrabbiata con me, vero?"

Sembra essere la sua preoccupazione tanto posa piano la sua voce; non sa se osare un sorriso, allora mi scruta di sottecchi per studiare la mia reazione.

E la verità è che naturalmente mi fa sentire ancora più in colpa.

E questo senso di colpa non fa che rinvigorire la mia frustrazione : non solo mi fate arrabbiare, mi mettete alla prova, mi fate perdere la pazienza nonostante tutte le mie buone intenzioni.

Dopo mi tocca anche sentirmi in colpa perché certo, sono io il genitore, sono io l'adulto! A un adulto non è concesso perdere il controllo, urlare, "scendere in basso dove ci sono i ragni" come dice mia figlia riferendosi al poster.

O sì?

...continua a leggere "La cosa migliore che puoi fare quando perdi la pazienza coi bambini"

La settimana scorsa mi hai sentito raccontare il mio percorso verso un rifiuto abbastanza categorico di qualsiasi forma di violenza. Eppure, qualche tempo fa scrivevo anche dell'importanza di insegnare le regole; del perché la disciplina sia un concetto ancora molto attuale, se non addirittura un bisogno per i bambini. Sono forse impazzita completamente? Trovi che ci sia un'incompatibilità tra dare delle regole e evitare l'uso di minacce, punizioni, sberle eccetera? E poi, diciamoci tutta la verità, se anche sul piano teorico possiamo dirci d'accordo con queste belle parole.. Sul lato pratico, quando tuo figlio ti guarda e ti dice un bel "No!" dopo che tu gli hai chiesto per l'ennesima volta, con calma e con estrema gentilezza, di mettersi le scarpe perché è ora di uscire... come fare per farsi rispettare senza punizioni o altre forme di violenza?

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Foto di Anna Kolosyuksu Unsplash

Farsi rispettare senza punizioni? La situazione tipo

È una domenica inizio pomeriggio come tante. Siamo solo noi 4, e stiamo finendo di pranzare in salotto.

Mio figlio più piccolo non vuole più mangiare, e ci chiede il permesso di alzarsi. Sappiamo che un bimbo di 3 anni non è ancora in grado di restare fermo seduto a lungo, quindi non gli diciamo mai di no quando lo chiede; però, in quell'occasione, ci permettiamo di insistere perché si pulisca la bocca.. che era bella piena di sugo.

Avrei potuto più facilmente chiedergli di risolvere un'equazione differenziale.

Si alza con aria di sfida, senza nemmeno rispondere.

Allora le provo tutte : conto fino a 3, gli chiedo di scegliere "ti pulisco io o ti pulisci tu", ma niente.

Poiché però avevamo appena fatto ridipingere i muri di bianco (che idea folle, lo so!) e temevo che la reazione di mio marito di fronte a un'eventuale macchia sarebbe stata di gran lunga la soluzione peggiore, mi sono alzata e gli ho pulito io la bocca.

Allora, se mi avessero detto che in quell'istante un essere si era impossessato del corpo di mio figlio, gli avrei probabilmente creduto.

Il mio topolino, il mio bimbo tranquillo e dolcissimo che mi manda sempre i bacini, là era una furia scatenata.

Davanti ai nostri occhi attoniti, mentre urlava e piangeva pieno di una rabbia mai vista fino ad allora, è tornato in cucina, ha preso il piatto che aveva posato sul lavello pochi minuti prima, e si è rovesciato il sugo rimasto sulla maglietta e sulla faccia, fino ad esserne ricoperto. Per poi tornare, sempre piangente e urlante, davanti a noi.

La domanda implicita era : "E adesso che mi fate?"

...continua a leggere "Farsi rispettare senza punizioni: quel giorno in cui mio figlio mi ha travolto col pomodoro (e ho capito che punire non serve)"

Che sarà mai, una sculacciata ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno. Bisogna ben insegnarle le regole a questi bambini! Noi siamo cresciuti così, e non ci è mica successo niente! O forse dovremmo dire.. Nonostante noi siamo cresciuti così, non ci è successo niente? Non perdere la pazienza a volte è proprio difficile; insegnare, guidare nel rispetto di tutti quando siamo stanchi e di corsa sembra impossibile, senza urla, punizioni, minacce, e magari qualche sculacciata.. Ma attenzione: trovare altri sistemi non solo si può, sarebbe anche meglio. Niente sensi di colpa qui. Ma sempre più ricerche ci dimostrano che le sculacciate hanno effetti di lungo periodo non proprio positivi per i nostri bambini. Forse sarebbe il caso di parlarne.

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Siamo sicuri che le sculacciate non abbiano effetti negativi?

Quanto è faticoso tirare su un figlio..

Dite:
è faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
perché bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi, curvarsi,
farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
È piuttosto il fatto di essere
obbligati ad innalzarsi fino all'altezza
dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi,
alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.

Janusz Korczak – “Quando ridiventerò bambino"

Quando non conosciamo gli effetti delle sculacciate..

Mia figlia ha sempre avuto un carattere "forte" : che è una cosa positiva. Glielo invidio: sa cosa vuole, e va fino in fondo per ottenerlo.

Quando però hai di fronte un pargoletto di 2-3 anni che ti guarda con occhi di sfida perché non vuole assolutamente lavarsi i denti, mettersi il pigiama, aiutarti a mettere a posto i giocattoli appena sparsi sul pavimento, e tu sei giusto sfinito, fatichi un pochino a vederlo, questo lato positivo.

Eppure mi reputo una persona affettuosa, buona. Mi arrabbio difficilmente, e prima di aver figli, pensavo di avere un forte auto-controllo.

Proprio perché son cresciuta con un'etichetta da "sei troppo buona", ero particolarmente sensibile a tutti quei commenti tipo :

"se non dai delle regole chiare, pensa cosa sarà tua figlia da adolescente!"

"Sei troppo molle"

"Non vedi come fai fatica a farti obbedire?"

E diciamolo: chi non ha mai dubitato di sé come genitore?

.. e la società ci dice che "è così che si fa"

C'era sicuramente la parte di me che voleva "agire per il bene di sua figlia"; ma c'era anche, più nascosta, la parte che voleva mostrarsi come una brava madre, competente, sicura di sé, che sa come "gestire" i propri figli.

E allora oscillavo tra la mia naturale predisposizione alla dolcezza e gli input esterni di forza, sollecitati dalle risposte sfrontate del mio angioletto.

Eccola, mia figlia, che si rifiuta di acconsentire alla mia richiesta. Ho dimenticato quale fosse l'oggetto della disputa.

Ricordo gli occhi che mi fissavano con sfida, come a dire "voglio proprio vedere come pensi di impormelo, mamma!";

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Be' mamma? Cosa pensi di farmi?

e le mille voci nella mia testa "non sai neanche farti obbedire adesso che ha 2 anni, cosa farai quando ne avrà 15?"

Ed è stato allora che ho ceduto. Le ho dato uno schiaffo.

Perché non doveva permettersi.

Non era la prima volta; era successo un'altra volta, di fronte ai nonni.

Oggi so che volevo dimostrare loro che "sapevo gestire la situazione", alla loro maniera.

Ma quella volta, il senso di colpa, forse perfino la vergogna mi ha sommerso come un'onda gelida. Perché gli occhi hanno continuato a fissarmi, traditi.

Ed è stato allora che qualcosa dentro di me mi ha detto che doveva esserci un altro modo per farsi ascoltare.

Quali effetti delle sculacciate su mia figlia?

Non sapevo ancora, all'epoca, che anche quelle piccole sculacciate potevano avere degli effetti:

  • sul cervello di mia figlia (poiché la maggior parte delle connessioni cerebrali si creano tra 0 e 5 anni)

  • sull'immagine che lei si stava creando di sé

  • sull'immagine che lei si stava creando del nostro rapporto.

  • sulle sue relazioni future con gli altri

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Come costruire una sana immagine di se stessi?

Lo so cosa probabilmente stai pensando. Lo capisco, l'ho pensato anche io tante volte.

Me lo sento ripetere ancora da amici e familiari:

  • Una sculacciata ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno

  • Devi insegnare ai bambini che esistono delle regole e dei limiti, e se non lo capiscono con le buone, bisogna usare le maniere forti

  • Mio padre (o mia madre) ce le dava e non per questo siamo cresciuti male

Il mio intento non è giudicare, porre una separazione tra "io ho ragione e voi avete torto" o simili.

Qualche sculacciata sì, e la violenza ?

Sono arrivata, col tempo, con tante letture e scambi, a credere fermamente che un'altra strada sia possibile, che porti a far crescere dei futuri adulti meno inclini a usare la violenza in generale, verbale o fisica che sia; più in equilibrio con loro stessi.

E se una sberla forse non ha mai fatto male a nessuno, non possiamo non dire che la società di oggi avrebbe bisogno di un po' meno violenza qua e là.

Solo per riportare qualche cifra (presa dal sito dell'istat):

"In Italia, il 31,5% delle donne tra 16 e 70 anni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale; Nel 2014 sono il 26,4% le donne che hanno subito violenza psicologica od economica dal partner attuale e il 46,1% da parte di un ex partner."

Mi dirai, che c'entra questo con il dare una sculacciata ogni tanto a un bambino?

Cosa si intende con Violenza Educativa Ordinaria

Vediamo allora cosa succede quando usiamo una qualche forma di violenza con un bambino. E con questo intendo:

  • sberle e sculacciate

  • grida e minacce

  • punizioni

  • commenti sarcastici (tra l'altro, i bambini piccoli non sono ancora in grado di capire l'ironia..)

Perché i bambini "se le cercano"

Partiamo da questo. Sai quando tuo figlio si impunta e ti fa una sceneggiata, magari corredata da calci e urla in pubblico?

Molti dei comportamenti che noi definiamo come "inappropriati" (in realtà perfettamente normale all'età del bambino) dipendono in realtà da un accumulo di tensioni che il cervello del bambino non ha le capacità di gestire.

Questo accumulo di tensione può essere dovuto a

  • stanchezza

  • fame/sete

  • bisogno di contatto fisico amorevole / di attenzioni dalla parte del genitore

  • bisogno di movimento (se per esempio i bambini sono stati costretti a restare seduti o fermi)

  • ricerca di stimoli

Gli effetti delle sculacciate sul cervello

Se, in risposta a questa tempesta emotiva, noi urliamo a nostra volta o picchiamo, il cervello del bambino viene sovraccaricato ancor più dallo stress (ne abbiamo parlato le scorse settimane).

Gli ormoni dello stress inondano il corpo, e il cervello ordina il rilascio della tensione in questo modo :

  • facendolo urlare o piangere ancora più forte

  • facendolo muoversi in modo "incontrollato": con calci, buttandosi per terra, ecc.

  • restando bloccato dalla paura

È l'attivazione ripetuta dell'allerta cerebrale scatenata dalla paura che può provocare, nel tempo, danni come i disturbi d'ansia

Gli effetti delle sculacciate: 8 ragioni per lasciar perdere

Leggendo, ho iniziato a dubitare, che non potesse essere quella la strada per insegnare ai miei bimbi il rispetto delle regole..

Ma oscillavo tra il vecchio e il nuovo, le mie sensazioni e la mia insicurezza (se lo fanno tutti..!)

Sai quando il tuo istinto ti sussurra qualcosa, ma non sai ancora razionalizzarla? E quindi lasci spazio alle vocine che ti dicono "ma che vuoi saperne tu; queste sono cose da alternativi; non funzionerà mai e poi ti ritroverai con un'adolescente ribelle, e come farai a gestirla allora?"

Solo che adesso ci sono i dati, le ricerche, le voci "ufficiali" che lo dimostrano. Ci sono perfino le leggi che lo vietano: niente sculacciate ai bambini.

Ecco qualche motivo in più che mi ha fatto cambiare idea..

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I bambini vedono, e imitano

1) I bambini ci imitano

Noi siamo il modello, l'esempio per i nostri figli; picchiare, urlare, minacciare, eccetera, insegna loro che è così che si risolve un conflitto.

2) Sculacciate e altre forme di violenza non insegnano

Se le sculacciate funzionano sul momento, non sono un sistema efficace sul lungo periodo.

Il comportamento inappropriato risponde a un bisogno più o meno nascosto del bambino, e soltanto se interveniamo su questo bisogno risolveremo il problema.

Se l'aggressività del bambino è una reazione a una tensione accumulata nel corso della giornata, aggredirlo a nostra volta non farà che peggiorare le cose.

3) Sculacciate per amore?

Il messaggio implicito, sottinteso e incosciente, è che ci siano dei buoni motivi per meritare botte o sgridate/insulti.

Che sia quindi lecito "essere picchiati per amore". Questo tipo di messaggio resta codificato nel cervello anche se in modo latente e non cosciente, e può ritornare più tardi, da adulti, quando l'individuo dovesse trovarsi in una situazione in cui si sente "minacciato", a rischio di perdere quell'amore di cui a bisogno. Non ti ricorda il profilo di chi commette violenza sulle donne?

4) Dare sculacciate è inutile e.. ingiusto

Oltre che inutile a lungo termine, come sistema è pure un filino ingiusto.. poiché non tiene conto del bisogno che ha scatenato il comportamento, né l'inoffensività del bambino.

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Non è giusto!

5) Le sculacciate non incoraggiano a far meglio

Anche le ultime ricerche scientifiche sugli adulti hanno dimostrato che per motivarci a fare meglio, un incoraggiamento basato sulle nostre reali capacità funziona infinitamente meglio di una sgridata o una presa in giro.

Prova a immaginarti a commettere una mancanza sul lavoro. Ora, prova a immedesimarti : in un caso, il tuo responsabile dice davanti a tutti :

"Ma non ti vergogni, con l'anzianità che hai, commettere una dimenticanza da pivellino? Non meriti neanche che io ti parli!"

In un altro caso:

"Forse dobbiamo rivedere il carico di lavoro e l'organizzazione dell'équipe, per fare in modo che tutti abbiate le condizioni ottimali per dare il meglio. Sono sicuro che troveremo insieme il modo per rimediare e fare sempre meglio"

In quale situazione ti sentirai confortato e motivato a dare il massimo per la tua azienda?

Con un bambino, non è molto diverso. Come possiamo aspettarci che chiunque abbia voglia di migliorarsi e dare il meglio di sé, quando è sottoposto a paura o vergogna, o peggio, quando sente che a causa del suo comportamento, non è più desiderato o amato?

Una sana autostima dipende anche e soprattutto da quanto siamo stati accettati e amati incondizionatamente, cioè anche quando non ci siamo comportati "bene".

Solo così non associamo più il nostro valore al risultato delle nostre azioni, ma siamo consapevoli di meritare amore e stima a prescindere.

6) Queste piccole o grandi forme di violenza creano confusione nella mente dei più piccoli.

Le persone che hanno il compito di proteggerci e amarci, sono anche capaci di farci male.

Questa associazione "amore/dolore" può essere pericolosa più tardi. La memoria per immagini funziona molto prima di quella verbale, e questo fa sì che il nostro inconscio registri delle informazioni "non razionalizzate" dall'uso della parola. Che però, restano, e possono (o no) emergere più tardi sotto forma di reazioni automatiche a certe situazioni..

Diventa normale, insomma, concepire che in una relazione d'amore ci sia della sottomissione e l'uso della forza sul più debole; che vada bene picchiare per correggere, picchiare per amore.

7) Le sculacciate distolgono l'attenzione dal rimedio al comportamento negativo

I sentimenti generati nei bambini, come la vergogna, l'incomprensione, il sentimento di ingiustizia subita e il conseguente desiderio di vendetta.. in realtà distolgono il bambino dal capire cosa c'è di male in quello che ha fatto.

Anziché cercare di rimediare, l'impulso sarà o di vendicarsi, o di nascondersi la volta successiva, o di sentirsi inadeguato.

8) Le violenze anche occasionali influiscono sul cervello

Lo sviluppo emotivo e sociale del cervello subisce un intoppo. Più o meno importante secondo la ripetitività dell'uso della violenza, ma pur sempre un intoppo.

Non perdere il poster per insegnare a tuo figlio a gestire un litigio!

Visti gli effetti, perché continuiamo a dare le sculacciate?

Ci sono diversi motivi. Intanto, perché ci sentiamo "minacciati" dalle tempeste emotive dei bambini.

Ci disturbano, perché non le capiamo, perché non corrispondono ai nostri codici di comportamento.

Perché ci obbligano a interrompere quello che stiamo facendo, e a cercare di capire, di andare a fondo.

Le sculacciate o le punizioni, invece, ci danno l'impressione di poter "gestire facilmente e immediatamente" la situazione, di avere "il controllo". Sono io che comando, e tu mi devi obbedire, con le buone o con le cattive.

Anziché "Ti mostro come fare, ti sostengo e ti sono da guida perché tu possa crescere bene".

effetti-delle-sculacciate-genitori-guidaE poi, perché siamo tutti stati cresciuti così.

Storicamente, i diritti dei bambini hanno cominciato ad emergere solo negli ultimi decenni.

Siamo cresciuti così e quindi cresciamo nello stesso modo i nostri figli, in parte perché questi meccanismi involontari sono rimasti registrati nel nostro cervello, in parte perché la società lo considera ancora normale o quantomeno accettabile.

Possono esistere violenza e soprusi "a fin di bene"?

Il dibattito è aperto.

Nel frattempo, resta dimostrato che violenza genera violenza. Senza se e senza ma.

Fonti, riferimenti, approfondimenti

Questo articolo è il frutto di diversi anni di letture, ripensamenti, discussioni. Non tutte le fonti e i libri che mi hanno aiutato sono in italiano. Ti elenco quindi una serie di opere disponibili in lingua italiana di autori che mi hanno ispirato lungo il percorso. Non sono tutti l'esatta traduzioni di quelli che ho letto io, ma sono sicura che saranno tutti un utile approfondimento.

Più in basso, troverai invece un elenco di siti e articoli consigliati o da cui mi sono ispirata, questa volta lasciando anche quelli in inglese o francese.

Il movimento contro le cosiddette "Violenze Educative Ordinarie" è molto forte in Francia, tanto da aver spinto il Parlamento a votare una prima proposta di legge che le vieta (30 novembre 2018).

Il Consiglio d'Europa sostiene e lavora attivamente per far in modo che i suoi 47 stati membri mantengano l'impegno preso nell'Agenda del 2030 per lo sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare l'Articolo 16.2 sulla fine di TUTTE le forme di violenza contro i bambini.

Vicino a noi, le forme di violenza educativa ordinaria sono legali oltre che in Italia, anche in Regno Unito, Repubblica Ceca e Svizzera; dei 47 Stati membri del Consiglio d'Europa, 32 su 47 le proibiscono ufficialmente (fonte); nel mondo, 54 Stati le hanno proibite ufficialmente, incluso in casa (fonte).

La biblioteca di riferimento

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Gli articoli sul web

In italiano:

In inglese:

In francese:

Mamme non si nasce, si diventa.. Ma come costruire questo ruolo, mantenendo integre le nostre molteplici identità? Donna in carriera, amante, amica, figlia, sorella, sportiva, volontaria; possibile trovare un equilibrio? E come mai questo è un problema che si pone molto meno per gli uomini? E se esiste un equilibrio, come trovarlo? Analisi di una contraddizione forse solo apparente...

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Ruoli in sovrapposizione

"Non puoi avere tutto"

Crescendo, ci scopriamo tutti addosso nuovi ruoli; a volte li cambiamo come i serpenti; altre volte li cumuliamo come gli strati di una cipolla.

"Non puoi avere tutto", mi ripetevano. "Devi scegliere". E io, caparbia, insistevo, mi incaponivo anche un po' per spirito di contraddizione.

Ricordo distintamente quando sono andata in ufficio a far vedere i miei bimbi appena nati. Vedevo un'aurea dorata intorno a me, come se gli astri si fossero improvvisamente allineati.

E poi, col ritorno al lavoro, con il sommarsi dei ruoli, ecco arrivare le prime vere sfide.

Quali di questi momenti sono stati più difficili nell'assumere il tuo nuovo ruolo di genitore?

  • discutere gli orari di lavoro;

  • trovare gli incastri con asili e baby sitter;

  • armeggiare soluzioni improbabili per coprire la chiusura estiva, gli scioperi, le malattie..

  • telefonare mesi prima per l'appuntamento dei vaccini per avere l'unico buco dopo le 5 del pomeriggio;

  • contare i giorni di ferie per vedere se puoi andare alla festa dell'asilo, perché l'anno prima sei arrivata quando stavano riordinando;

  • l'eterno non esserci mai abbastanza, per nessuno;

  • vestirsi davanti allo stenditoio, ché l'armadio è vuoto e il tuo guardaroba accumulato nella cesta dei panni da stirare..

"Non puoi avere tutto". E io a cercare esempi, possibilità, controprove: perché non mi piace scegliere, faccio fatica quando al ristorante ci sono più di due piatti. E quando nessuno mi vede, accarezzare il dubbio: a cosa dovrei rinunciare? è davvero inevitabile che se sono donna, e mamma, non posso anche essere le mille altre identità che mi sento addosso? Perché io mi sento più cipolla che serpente.

...continua a leggere "I molteplici ruoli della donna : l’equilibrio è un’utopia?"

Hai un problema di autostima? E magari vorresti tirar su dei figli con un'ottima fiducia in se stessi. Perché, soprattutto se abbiamo sofferto per la nostra scarsa autostima e le continue autocritiche, vorremmo poter interrompere questo ciclo negativo; far crescere i nostri figli forti e sicuri di sé. Ho una buona notizia : migliorare la propria autostima si può! La cattiva, è che ci vorrà un po' di tempo e di energia. Ma la posta in gioco è alta : l'autostima dei tuoi figli...

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Io non ho fatto niente! quel latte c'era già...

Non ne faccio mai una giusta..

Io e mia figlia abbiamo la spiacevole tendenza a distrarci facilmente e, di conseguenza, a far cadere le cose. Vogliamo chiamarla sbadataggine? Ma ho fatto apposta a non dire che "siamo maldestre", e ora capirai perché.

Hai presente quelle giornate in cui tutto inizia di corsa? Fai fatica a svegliarti, quindi poi sei in ritardo; ti eri dimenticato del super mega appuntamento importantissimo; hai sbagliato il programma della lavatrice e ora non sai cosa metterti, e i bambini annusano il tuo nervosismo malcelato come un segugio che trova i tartufi..

E proprio quando tutto sembra ritornare sui binari, tua figlia rovescia un'intera tazza di latte per terra. E pochi minuti dopo, inciampa nel vasino di suo fratello (non c'è bisogno di scriverlo che era pieno vero?).

Cosa fai?

...continua a leggere "Problemi di autostima? Se non li risolvi, li passerai anche ai tuoi figli"

viaggio-per-diventare-un-genitore-piu-sereno

Diventare un genitore più sereno quando continui a ripetere gli stessi schemi

"Bambini! Bambini! È ora di alzarsi amori miei!

Inizia come un sussurro, ma presto diventa un grido pungente, mentre mi accorgo di non riuscire a penetrare nel loro sonno profondissimo.

Ad un certo punto, finalmente riesco a svegliarli e a portarli a fare colazione.

Abbiamo visto e rivisto insieme la nostra routine mattutina, e usato tante delle strategie prese dalla disciplina positiva.. Eppure ci risiamo: abbiamo solo 20 minuti per finire di prepararci e uscire, ma entrambi i bambini, ancora in pigiama, corrono veloci sotto le coperte.

Mia figlia fissa l'armadio, persa nei suoi pensieri.

"Tesoro, dovrai andare a scuola in pigiama se non ti vesti, io esco tra 15 minuti."

"Ma ho troppo freddo mamma! Voglio che tu mi vesta! Voglio stare con te."

Tutto questo, mentre suo fratello minore piange che non vuole andare a scuola, non vuole lavarsi i denti, e non ricordo cos'altro non volesse a proposito.

Il perché di questo viaggio

Lo scopo di questo articolo NON è quello di darti un altro elenco - peraltro forse utile-di tecniche o frasi che puoi usare per sopravvivere alla preparazione mattutina.

È per dimostrarti che anche quando ne conosci molte, devi comunque adattarle a te, al tuo bambino e alla situazione specifica in cui ti trovi .. un viaggio senza fine.

...continua a leggere " L’infinito viaggio verso il diventare un genitore sereno"

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Mai alzato un sopracciglio di fronte a un bambino che fa rumore sul treno? Potrebbe esserti capitato di guardare male una madre che non riusciva a tenere tranquilli i figli in sala d'aspetto. O peggio, quei genitori che osano portare i loro figli al ristorante il sabato sera! Insomma, cosa ne pensi dei bambini disobbedienti? E perché è importante parlarne? Che il dibattito può essere acceso..!

Vietato l'accesso ai bambini disobbedienti
Vietato l'accesso ai bambini disobbedienti - Foto di Gary Bendig su Unsplash

Italia: un ristorante vieta l'ingresso ai bambini

Alcuni mesi fa, grazie ai poteri magici della serendipità, mi sono imbattuta in un articolo di un quotidiano italiano.

Un ristorante nel nord Italia aveva vietato l'accesso ai bambini. E da allora, sono stati pubblicati un sacco di commenti (perché, come sappiamo bene, Internet ci libera da ogni freno) che, per una buona parte, sostenevano questa decisione. Credo addirittura che il ristorante in questione abbia visto raddoppiare i suoi clienti.

Sono rimasta a bocca aperta davanti alle parole dure di molti (e anche davanti ai comportamenti di certi genitori, devo dire) : "Io non sopporto i bambini"; "Non ne ho voluti io, perché dovrei sopportare i figli degli altri?"; "i genitori di oggi non sono capaci di educare i loro figli"; e così via.

Alcuni hanno dichiarato che all'estero "si riconoscono subito i bambini italiani!"; che altre culture sono diverse e i genitori sanno meglio educare i loro figli.

Altri hanno risposto accusandoli di mancanza di empatia e supporto per i genitori (comunque una minoranza).

Chi ha ragione?

i bambini disobbedienti disturbano durante il nostro pranzo tranquillo
Hai detto cena tranquilla al ristorante? - Foto di Sonja Punz su Unsplash

...continua a leggere " Bambini disobbedienti : perché ci disturbano tanto che non li vogliamo intorno?"

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Stanco di ritorno dall'ufficio, pensi solo a quando potrai sprofondare tranquillo nel tuo letto con un bel libro. Ti permetti di chiedere a tuo figlio, anni 3, di andare a lavarsi le mani prima di sedersi a tavola. Apriti cielo. Ah no! Non è possibile! Se non te le lavi tu, te le lavo io! Lui urla, tu urli.. Come gestire le crisi? Come fare a calmarsi e aiutare i nostri bambini a controllare la tempesta di emozioni? Qualche tecnica utile a grandi e piccini!

le tecniche per calmarsi respirare e meditare
Foto di Jared Rice on Unsplash

Cosa potrebbe aver scatenato la crisi?

Una mattina come tante. "Mamma, oggi si va a scuola?" Mi chiede il mio piccolino, appena aperti gli occhi. Lo sguardo corrucciato non lascia dubbi : voglio stare a casa!

Per fortuna, possiamo prenderci il lusso di fare colazione tutti insieme, prima di renderci conto che è tardi e siamo tutti in pigiama.

In qualche modo riusciamo ad arrivare alla porta di casa con i vestiti giusti addosso e con sufficiente tempo per arrivare a scuola e in ufficio secondo la tabella di marcia.

Mamma, io voglio andare in bici!

Ecco, i miei muscoli si tendono come pronti a una reazione di emergenza.

Amore, dobbiamo esercitarci ancora un po' prima, è meglio se per il momento vieni sul seggiolino. Domani, se riusciamo a uscire un po' prima, possiamo prendere la tua bici, ok?

Ovviamente, la risposta è stata un grande no, caparbio e definitivo.

Dopo un paio di tentativi, ho dovuto prenderlo in braccio io per metterlo sul seggiolino - una catastrofe.

Urla e pianti disperati, graffi, calci.. La somma crisi.

Quella in cui bisogna riuscire a calmarsi prima di poter calmare nostro figlio.. difficile mentre ti afferra i capelli e tira come se volesse raderti a zero.

...continua a leggere "Ancora crisi ! Le 10 tecniche per calmarsi – per grandi e piccini"

Tu o il tuo partner venite da un altro paese? O forse, hai sempre avuto difficoltà a imparare le lingue a scuola; adori viaggiare, e vorresti che tuo figlio possa sentirsi più a suo agio o avere una marcia in più per il mercato del lavoro? Ti stai chiedendo se crescere un bambino bilingue, ma non sai se è una buona idea, e da dove cominciare? I nostri figli sono nati in Francia. Noi però, a casa parliamo solo italiano.. E ho cominciato a preoccuparmi: creerà mica problemi a mia figlia? Si integrerà facilmente? Ho scoperto  che non sono la sola a farmi queste domande! Se vuoi saperne di più.. Diamo un'occhiata a miti, verità e suggerimenti sul perché e sul come (non) si dovrebbe crescere un bambino bilingue.

#1. Crescere un bambino bilingue? Ma gli permetterà di parlare con più persone!

La maggior parte dei nostri parenti più stretti parlano solo italiano. Nella città in cui viviamo attualmente, la maggior parte delle persone parla solo francese. Quindi non c'era altra opzione: i bambini dovevano imparare entrambe le lingue.

Naturalmente, se la famiglia del tuo coniuge proviene da un paese diverso, ma tu non li sopporti e preferiresti evitare qualsiasi relazione, non crescere assolutamente un bambino bilingue. Dimentica tutto sulla loro lingua, le loro origini, i loro gusti culinari. Probabilmente ti odieranno per sempre, e sarai sicuro di non rivederli mai più.

Oppure: se vuoi che tuo figlio rimanga incollato al tuo fianco per i prossimi 30-40 anni, con la paura di lasciare il paese dal timore di non capire tutte quelle persone strane che producono quei suoni orribili, per favore non lasciare mai che tuo figlio senta nient'altro che la tua lingua. Niente viaggi, niente musica, niente film stranieri. Che poi comunque, cosa ci sarà mai di bello e interessante  fuori dal paese?

...continua a leggere "#5 motivi per cui non far crescere il tuo bambino bilingue"

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Le mamme si accendono quando bisogna parlare di prole e annessi gioie e dolori.. Ma cosa ne pensano gli uomini del diventare papà? Sotto quel loro silenzio defilato, nascondono davvero tutto questo fastidio per tale femminile interesse, o sotto sotto... ? È davvero così dura per loro? Se sei un papà, dal livello "Non ancora ma forse un giorno" al "Sì diverse volte", questa intervista è per te. Se sei una mamma, ecco questo punto di vista potrebbe chiarirti molte cose..

diventare papà un'avventura
Sì, diventare genitore è un'avventura per tutti

Diventare papà - La prima volta

Diventare papà la prima volta è stato.. be', c'era l'effetto novità, era tutto eccitante, emozionante. Mi sono divertito a partecipare al corso pre-parto, vedere le reazioni e le domande delle altre coppie, sentire quell'atmosfera di preoccupata eccitazione.

Poi il parto.. vedere tuo figlio nascere è una grande emozione, e allo stesso tempo hai quella sensazione che sia tutto normale. Una cosa straordinariamente naturale. Son contento di avervi assistito e aver visto tutto, da non perdere assolutamente.  Quei primi giorni sei come sospeso in un tempo che si è fermato; con quel bebè, così minuscolo, che è il TUO, non puoi non intenerirti neanche se sei coriaceo.

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