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Come mantenere la calma coi bambini? 5 strategie semplici ma efficaci per evitare di urlare!

Sai quei giorni in cui bastano poche ore, pochi minuti, perché finisca la pazienza e sei sull’orlo di una crisi di nervi pronto a reagire d’istinto al primo “capriccio”? Come fare a mantenere la calma e non perdere la pazienza coi bambini? Vediamo alcune strategie semplici e fondate sulle ultime ricerche per trovare nuovi automatismi ed provare a urlare di meno!

Vita quotidiana, sembra semplice.

Una delle tante scene possibili.

Hai finalmente trovato la concentrazione. Lavori assiduamente con l’ardore di chi sa che ha poco tempo, ma che ha imboccato la strada giusta: un’oretta e avrai finito. Questo pensiero ti motiva e ti dà una grande soddisfazione interiore. Hai giocato coi bambini fino a poco prima, li aiutati a fare i compiti, a risolvere i loro litigi.. adesso devi, vuoi proprio andare avanti col lavoro.

“Mammaaaaaa!” Stanno.Litigando.Di.Nuovo. Fai finta di niente? Alzi gli occhi al cielo? Sbuffi? Accorri? Aspetti?

Scena possibile numero due.

Hai appena finito di pulire i pavimenti (già, prima della merenda, che idea… ma quello era l’unico momento disponibile). Vedi il tuo adorato angioletto tenere pericolosamente in mano una tazza piena di latte.

“Lo scaldo un pochino nel microonde mamma”

“Con due mani tesoro, guarda avanti!”

“Ma no, guarda, non c’è bisogno!” ti dice mentre il tuo occhio si fissa, chissà perché, sulle gocce di latte che seguono i passi di tuo figlio, come i sassolini di Pollicino sul lucido pavimento.

Ti sforzi, disperatamente, di elencare tutti i lati positivi (pensa se avevi la moquette!). Di dirti che è sbagliando che impara e diventa grande. Che è prendendo l’iniziativa che si costruisce la sua autostima. Ma a volte proprio non ce la fai.

Come si fa a mantenere la calma coi bambini? Quando si è stanchi, sviliti, arrabbiati, tesi, preoccupati e ci sembra aver esaurito ogni briciola di pazienza?
Aggiungerei: come fare a riconoscere per tempo i primi segni dell'”innervosimento” e porvi rimedio prima di arrivare alla reazione automatica?

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All’origine della poca pazienza, lo stress

Per capirci di più, prendo in prestito le spiegazioni di Isabelle Filliozat, psicoterapeuta francese a cui mi ispiro spesso.

Per rispondere alle domande qui sopra, lei parte spiegando che noi adulti tendiamo ad arrabbiarci soprattutto se i nostri genitori hanno talvolta “mancato” di rispondere ai nostri bisogni di bambini, e in modo particolare in quelle situazioni e comportamenti dei nostri bambini che riattivano la nostra storia. A volte anche in modo completamente inconsapevole.
Perché? L’origine di tutto è lo stress.

Lo stress come antidoto alla calma

Lo stress è una reazione fisiologica di adattamento al nostro ambiente.

Immaginiamo di sentire il rumore di un’automobile. Il nostro cervello analizza lo stimolo e in base a questa analisi ci spinge ad agire in un certo modo.

L’amigdala, in modo particolare, comunica con l’ippocampo e fa una scansione di tutti gli episodi in memoria per aiutarsi ad analizzare lo stimolo. Gli episodi che rimangono più impressi nella nostra memoria sono quelli a forte connotazione emotiva e sensoriale.

Se da piccoli abbiamo assistito, per esempio, a un incidente stradale violento, è probabile che questa scena sia rimasta molto impressa in noi e che il suono dell’automobile riattivi in noi le stesse emozioni, per esempio di paura. E che questa paura ci faccia irrigidire, scappare.

Se, invece, nella nostra infanzia abbiamo fatto festa al velodromo intorno a un parente stretto pilota, lo stesso rumore attiverà emozioni e reazioni del tutto diverse.

Immaginiamo che nostra mamma sia stata marcata da un episodio legato a un’auto, e che ogni volta che attraversavamo la strada da piccoli, lei ci intimasse di non muoverci senza di lei; che ci stringesse la mano fino a farci male; che noi, senza capirlo razionalmente, sentissimo la sua ansia e il suo terrore.

È possibile che, diventati a nostra volta genitori, riproduciamo lo stesso comportamento quando vediamo nostro figlio avvicinarsi alla strada, perché la situazione, gli stimoli sensoriali riattivano in noi le emozioni passate e tenute in memoria nel nostro cervello.

Perché perdiamo la pazienza

Ricapitolando: sentiamo il rumore dell’auto, il nostro cervello fa una scansione, amigdala e ippocampo comunicano tra loro, e se c’è qualche episodio in memoria, l’amigdala dà l’allarme.

Il cuore batte più forte, il respiro accelera, entrano in circolo adrenalina e cortisolo; il nostro corpo si prepara a combattere o fuggire il pericolo, o a restare immobile quando le prime due alternative non sono possibili.

L’amigdala mobilita il nostro corpo per rispondere al “pericolo”, che ai giorni nostri può essere facilmente una frustrazione o una costrizione, non per forza una questione di vita o di morte.

Tutto questo avviene in modo inconsapevole… ed ecco che una goccia di latte per terra può farci reagire come se un orsetto lavatore avesse tentato di rubarci il cibo appena cacciato.

Se la scena risveglia ricordi sopiti, o anche solo se è tutto il giorno che ci sforziamo di regolare lo stress e la tensione, o abbiamo dormito poco, e abbiamo semplicemente esaurito le energie.

Perché regolare il livello di stress e controllare le nostre re-azioni richiede un certo sforzo mentale! (Che, tra parentesi, solo noi adulti siamo in grado di compiere: ci vuole uno sviluppo cerebrale che i bambini non hanno ancora raggiunto per poterlo fare, è bene tenerlo.. a mente!)

Le 5 soluzioni per mantenere la calma coi bambini (o almeno per provarci)

È ovvio che nel migliore dei mondi tu avresti seguito tutte le raccomandazioni: dormito almeno 8 ore, meditato mezz’ora, mangiato sano e salutare, bevuto almeno un litro e mezzo di acqua al giorno e fatto un’oretta di esercizio fisico, scritto sul tuo diario le 3 cose belle per cui sei grato alla vita, oltre a esserti dedicato per un’altra ora a una tua passione, prima di fare le tue ore di lavoro carico come una molla.

Nel mondo reale, però, molto probabilmente i figli ti hanno svegliato prima delle famose 8 ore, e quindi automaticamente addio alla meditazione (medi che?); il litro e mezzo di acqua era sotto forma di caffè, il diario lo ha letto la maestra di tuo figlio e il massimo della ginnastica è portare in braccio il figlio piccolo con un braccio mentre con l’altro porti il cesto della biancheria sporca alla lavatrice.

Ed ecco che diventa più difficile essere presenti, consapevoli, e attenti a regolare le reazioni prima di urlare a tuo figlio che ha sporcato tutto il pavimento e che tu non ne puoi più e che vita è questa se rinasco… !

Quali ancore di salvezza possiamo trovare per evitare di sbraitare alla prima macchia? Io ne ho trovate 5!

Mantenere la calma coi bambini, soluzione 1. Respiro

Lo so, sembra troppo bello per essere vero.. eppure, il respiro è un asso nella manica spesso sottovalutato. Un paio di respiri profondi hanno, in realtà, un bell’impatto: respirare più profondamente ci aiuta, sul lungo periodo, a renderci meglio conto dei segnali del corpo che indicano “stress in arrivo!” E inoltre:

  • Circa il 70% delle tossine sono eliminate col respiro
  • L’ossigeno è la nostra fonte di energia principale
  • Respirare profondamente aiuta a rilasciare le tensioni
  • Il respiro calma il sistema nervoso
  • Una buona respirazione profonda migliora il sistema cardiovascolare

Non appena sentiamo il formicolio della tensione salirci lungo la schiena, possiamo alzare la voce per dire ai bambini: “Ok un paio di bei respiri tutti insieme!” Così magari, lungo il percorso, lo insegniamo pure ai nostri figli.
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Mantenere la calma coi bambini, soluzione 2. Postura

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Il nostro corpo, le posizioni che assumiamo, hanno un effetto su come ci sentiamo, e quindi su quello che pensiamo e su come agiamo.

La ricerca in questo senso promette degli sviluppi davvero affascinanti. È provato, ad esempio, che assumere a lungo una posizione in cui siamo ripiegati su noi stessi, con la testa piegata verso il basso e le braccia e gambe incrociate (insomma, la modalità cellulare) ci fa sentire più chiusi verso gli altri e meno sicuri in noi stessi, più “negativi” verso le nostre capacità; e che al contrario, stare un paio di minuti con i piedi ben saldi a terra, le gambe leggermente divaricate e le mani sui fianchi o tese verso l’alto, con un bel sorriso stampato sulla faccia, fa rilasciare testosterone- il che ci fa sentire positivi, sicuri di noi.

Un modo relativamente semplice allora quando ci sentiamo abbattuti e un po’ avviliti perché ci sembra di non riuscire a farci capire, ascoltare, che sia tutto inutile.. è quello di fare caso alla nostra postura.

Un sorriso e le mani sui fianchi. In fondo non costa nulla, ma può avere un effetto incredibile.

Anche in questo caso, possiamo trasformarlo in un gioco coi bambini. Sentiamo la rabbia salire, esclamiamo “Ok bambini, tutti con le gambe larghe e le braccia in aria! Adesso, mani sui fianchi!” Magari ci scappa pure una risata, che è la soluzione numero 3 😜

(E per saperne di più, ti invito a guardare questo video, c’è l’opzione coi sottotitoli in italiano:)

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Mantenere la calma coi bambini, soluzione 3. Risata

Anche la risata ha effetti straordinari. Ora, so bene che ridere a comando ci suona strano se non da pazzi, e che non è neanche così facile quando non l’abbiamo mai fatto. Ma se riusciamo a trovare il lato buffo e ironico della situazione, o ancora meglio, se ci teniamo pronta una situazione comica che ci fa ridere, gli effetti sono portentosi.

Tra gli effetti riportati dalla Mayo Clinic abbiamo:

  • Stimolazione di diversi organi grazie all’incremento di ossigeno e il rilascio di endorfine;
  • L’alleviarsi della risposta allo stress;
  • Stimolazione della circolazione e rilassamento muscolare;
  • Effetti di lungo periodo quale migliore sistema immunitario grazie al rilascio di neuropeptidi, migliore soddisfazione personale e resilienza, e anche maggiore capacità a entrare in contatto con gli altri.

Insomma, vale la pena provare.
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Mantenere la calma coi bambini, soluzione 4. Visualizzazione

Ok, so che sembra contro-intuitivo. Hai davanti a te il tuo adoratissimo pargoletto che ne ha combinata una, e per calmarti, pensi a lui. Naaaaa.

Ma se pensassi a lui piccolino, neonato; a una scena tenera e dolce condivisa insieme; e se riuscissi a tenere fissa in mente quell’immagine per una ventina di secondo, la magia si compierebbe.

Per aiutarti, in realtà, puoi usare la stessa tecnica anche con delle belle immagini o foto, e disseminarle nei punti critici della casa. Così, non appena senti la rabbia che sale, puoi fissarne una, fare un paio di respiri, e già stare meglio.

(Il non plus ultra è avere una foto che ti fa ridere e guardarla con le mani sui fianchi 😆)
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Mantenere la calma coi bambini, soluzione 5. Abbraccio

Anche questo è contro-intuitivo, ma solo perché siamo un po’ abituati a pensare che coccole e abbracci siano solo per i momenti di gioia condivisa, quasi un premio per quando le cose vanno bene.

Invece, il contatto fisico espresso teneramente è un bisogno indispensabile di ogni essere umano, anche tra adulti. Se ogni volta che siamo arrabbiati col partner prendessimo l’abitudine di abbracciarlo, risolveremmo un sacco di litigi.

La magia è operata grazie all’effetto dell’ossitocina che viene rilasciata col contatto fisico. Le manifestazioni d’affetto annoverano quindi tra i grandi benefici:

  • rinforzo del sistema immunitario
  • diminuzione degli effetti degli ormoni dello stress
  • sviluppo dei circuiti neuronali nella corteccia prefrontale
  • aumento dei ricettori dell’ossitocina (e conseguente migliore tolleranza allo stress)

Un abbraccio e una risata ci salveranno , insomma.
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Tutto qui?

A volte delude, vero? Abbiamo l’inconsapevole aspettativa che dietro l’angolo ci sia un qualche segreto strabiliante che ci permetterà di riprendere pieno controllo sulle manifestazioni delle nostre emozioni.

Anzi, forse non vorremmo nemmeno sentirle troppo, le emozioni grosse. E queste soluzioni sembrano troppo.. semplici, piccole, a portata e quindi per definizione meno efficaci.

La vera chiave è provare, e riprovare, infinite volte. Ricordarci di respirare, stare su dritti con le spalle, sorridere, ridere, abbracciarci, prima. Non come conseguenza del sollievo e della ritrovata leggerezza, ma come causa.

Finché non diventerà talmente naturale che non ce ne accorgeremo più, che ci arrabbiamo di meno e perdiamo meno la pazienza. Magari continueremo a trovarle soluzioni troppo semplici, ma loro avranno agito in sottofondo e diventeranno, speriamo, parte integrante degli adulti di domani.

Fonti, riferimenti, approfondimenti

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