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Eccoci giunti all'ultimo episodio di questa serie dedicata allo stress. Forse, da neo-genitore, ti è capitato di sentirti sopraffatto dalle emozioni. Di meravigliarti davanti alla tua reazione emotiva, e magari, di vergognartene.. perché essere tristi non è molto sexy in un mondo che ci vuole sorridenti e pieni di energia. Cerchiamo di smascherare qualche pregiudizio sullo stress in gravidanza e la depressione post-parto - per non sentirci più "sbagliati" per le nostre fragilità.

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Foto di Daiga Ellaby su Unsplash

Era una sera buia e tempestosa..

Una sera di 4 anni fa, mio marito ed io abbiamo avuto un'accesa discussione. Come tutte le coppie fatte di opposti che si attraggono, eravamo in una di quelle fasi in cui le differenze ci facevano volare via l'uno dall'altro. Ero incinta.

Da essere prevalentemente emotivo quale sono, ho scelto di seguire l'impulsività del "far sentire l'altro in colpa", e sono uscita sbattendo la porta.

Un essere scarmigliato, col pancione, in ciabatte e camicia da notte, che vagava per il giardino condominiale piangendo rumorosamente. Ricordo ancora il dolore profondo, reso ancora più acuto dal senso di colpa per l'esserino nella mia pancia.

"Mi dispiace non darti le condizioni ideali per venire al mondo", singhiozzavo.

"Mi dispiace non essere serena, allegra, disponibile al 100%".

Classica drammatizzazione femminile. Ma temevo, per quanto assurdo possa suonare adesso, che le mie lacrime e la mia angoscia potessero far male al bambino. (Ovviamente angosciandomi ancora di più.)

Non ti dicono di stare il più possibile tranquilla in gravidanza? Di circondarsi di amore e affetto e morbidezza, perché la gravidanza è un periodo delicato?

Ma chi poteva prendersi carico del peso (figurativo) che portavo? Anche quello fisico in effetti.

Il dovere di sentirsi felice

Andiamo avanti di qualche mese. Eccolo arrivare, il mio bambino. Sano, perfetto. Sono felice di accoglierlo.

Eppure, le lacrime rimangono in agguato. Sento la bolla del mio dolore accantonato rotolare qua e là, tra lo stomaco e la gola.

"Devi essere serena per i tuoi figli"

"Sono gli ormoni. Sono solo gli ormoni"

E appena qualcuno ti vede sorridi, perché stai vivendo i momenti più belli della tua vita, non vorrai mica cedere alla tristezza? E se poi ti venisse la depressione post-parto?

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Foto di Kewei Hu su Unsplash

È giunto il momento di saperne di più

Non pensare che fossi triste tutto il tempo, al contrario: ero entusiasta, piena di energia - e molto stanca allo stesso tempo, come ogni mamma che si destreggia tra lavoro, bimbi piccoli e marito, come un'acrobata alla ricerca dell'equilibrio che non la farà precipitare nel vuoto.

Perché quei mesi tra gravidanza, parto e allattamento sono meravigliosi, certo; ma di un'intensità che travolge e ti lascia stordita, spiaggiata e solitaria come un naufrago.

Ti vesti di aspettative, vuoi essere all'altezza di quella creatura che ti è stata donata. E difficilmente si concepisce, nel nostro mondo binario, che si possa essere al settimo cielo E sconvolta emotivamente allo stesso tempo.

Allora adesso, a distanza di anni, ora che posso dire di essere sopravvissuta.. Ho voluto vederci più chiaro.

  • Fa davvero male lo stress in gravidanza? Dobbiamo davvero stare attente e vivere in una bolla incantata?

  • E cosa succede dopo il parto? Come accettare il travolgimento, pur restando attente e disponibili ai nostri bambini?

  • Qual è il ruolo dei padri in tutto questo?

Cosa succede al feto in caso di stress in gravidanza

Se potessi parlare alla me di quella sera, direi: "Stai tranquilla. Non sono lo stress o il pianto occasionali il problema. Stai facendo del tuo meglio".

Proprio perché spesso noi donne tendiamo a sovraccaricarci di sensi di colpa, alla ricerca della perfezione irraggiungibile per sentirci legittime.

L'obiettivo di questo articolo NON è fornire una fonte di ansia supplementare.

Al contrario: da un lato, di far capire meglio cosa succede per agire in consapevolezza; dall'altro, di diffondere quanto sia NORMALE sentire certe emozioni, che non hanno nulla di negativo in sé.

Tra l'altro, non si sa ancora con esattezza come siano legati stress e ansia in gravidanza con la formazione del feto.

Finora, è stata identificata una relazione tra forti livelli di stress e lo sviluppo emotivo e comportamentale dei neonati e dei bambini (Per esempio, un temperamento più "difficile", problemi ad addormentarsi, tendenza ad avere paura).

Il motivo per cui ancora non si sappia con esattezza come ciò avvenga, è che finora gli esperimenti sono stati fatti soprattutto su animali. Diciamo, topi sottoposti a uno stress che spero difficilmente noi dovremo mai ritrovarci a subire nella vita.

Tra le ipotesi, ci sono:

  • minor pressione sanguigna alla placenta

  • il contatto con il cortisolo che in certi casi attraverserebbe la placenta

  • esposizione alla serotonina

In caso di stress estremo (come nei casi di violenza sulla donna), il cortisolo può provocare dei cambiamenti genetici nel feto.

Stress in gravidanza: da evitare a ogni costo?

Per rispondere alla domanda, ti invito a guardare questo breve video :

Come già visto negli articoli precedenti, un certo livello di stress non è per niente dannoso, al contrario: funge da stimolante!

E per sfatare un ulteriore mito, penso valga la pena ricordare che circa il 20% delle donne soffre di ansia e/o depressione in gravidanza - per diversi motivi che possono essere legati a fattori esterni o inerenti alla gravidanza.

In ogni caso, non è affatto una rarità! Ancor meno se anziché rientrare in un caso "patologico" siamo soggette a sbalzi di umore più o meno intensi.

Come il video qui sotto ricorda, c'è certamente un legame tra il vissuto emotivo della madre e il feto; ma è impensabile, assurdo e perfino dannoso rifuggire da qualunque emozione "negativa" per vivere costantemente nella gioia e nel buonumore.

Anzi, penso che nel momento stesso in cui smetteremo di dare degli attributi esclusivi alle sensazioni e a osservarle per quello che sono, senza colpevolezza, solo allora vivremo appieno; non solo la gravidanza, ma la nostra vita. (Piccola digressione poetica, scusa)

Il papà e la sua influenza sullo stress in gravidanza

Oggi possiamo dirlo : il ruolo del papà è fondamentale, sebbene indiretto.

  • Indiretto perché non c'è un legame fisico tra il suo vissuto emotivo e quello del bebè;

  • fondamentale perché influisce sullo stato emotivo della mamma.

Cosa succede all'uomo durante la gravidanza?

Cambiamenti fisici (sì sì te lo assicuro!):

  • aumento del livello di cortisolo alla scoperta della gravidanza;

  • abbassamento del livello di testosterone subito prima del parto e fino a circa 6 settimane dopo la nascita

Cambiamenti emotivi (perché anche se persiste ancora il mito dell'"uomo tutto d'un pezzo", le emozioni fanno parte dell'essere umano indipendentemente dal genere..

  • riflessione sulla relazione col proprio padre

  • gelosia del posto preso dal nuovo arrivato nella vita della compagna

  • non accettazione dei cambiamenti fisici nel corpo della mamma

  • sentimento di sopraffazione rispetto alle nuove responsabilità

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Il ruolo del papà - Foto di Tina Bo su Unsplash

Le immagini mentali e una relazione che si crea : fin dalla gravidanza

Ti ricordi quando hai iniziato a sentire il bambino muoversi le prime volte? Io ricordo bene quando ho capito che il movimento ritmico che sentivo di tanto in tanto era il singhiozzo. Incredibile!

Proprio in quel periodo, mamma e papà iniziano a formare un'immagine mentale del loro bambino.

E no, non sono matti, anzi!

Questa immagine, sebbene "di fantasia", è molto importante : costituisce il primo legame profondo tra genitore e figlio.

È tanto importante anche perché apparentemente stabile nel tempo (diciamo fino ai 12 mesi del bambino) ed è quindi una potenziale chiave di lettura di potenziali problemi nella primissima relazione genitore-figlio, nonché del tipo di attaccamento che il neonato si costituirà nei confronti dei genitori.

Non solo: è nel farsi questa "proiezione mentale" che la mamma, spesso inconsciamente, rivaluta il suo rapporto con la mamma; ed è lì che possono emergere tutte le questioni non risolte nella propria infanzia.

Stress in gravidanza e depressione post-parto : c'è un legame?

È possibile quindi stabilire un nesso tra lo stress in gravidanza (sotto la forma delle forti pressioni e cambiamenti) e la depressione post-parto? In parte.

Ancora una volta, è il livello dello stress che conta. Come questo articolo riassume molto bene, alcune ricerche hanno dimostrato una correlazione tra forti livelli di stress e stati di depressione post-natale. Ma parliamo prevalentemente di situazioni gravi, di violenza, abuso, trauma.

Tre considerazioni:

  1. Sì, se ti trovi in una situazione difficile, è importante chiedere aiuto.

  2. No, non c'è bisogno di sovraccaricarti di ansia se ti è capitato una volta di piangere o di litigare con qualcuno.

  3. In ogni caso, non c'è niente di sbagliato in te.

La depressione post-parto può avere diverse possibili cause, l'argomento merita di essere trattato in un articolo a parte.

Quello che mi preme sottolineare è che tutte le donne dopo il parto attraversano un forte cambiamento ormonale, con gli squilibri che ne conseguono:

  • sì, capiterà che ti verrà da piangere improvvisamente e senza ragione apparente.

  • Sì, talvolta ti sentirai sola e incompresa.

Se ti succede, non te ne vergognare. Piangi se devi piangere. Se hai bisogno di sfogarti, cerca sostegno.

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Piano piano, si sistema tutto. Foto di Steve Shreve su Unsplash

Cosa succede dopo? La depressione alla fine dell'allattamento

Ne avevi mai sentito parlare? Io no.

Avevo deciso di continuare ad allattare anche dopo la ripresa del lavoro, finché non è diventato troppo faticoso, il latte diminuiva; percepivo intorno a me che famiglia, amici.. si aspettano che lo svezzassi, aveva 9 mesi.

Ho pianto le ultime poppate. Non volevo che fosse l'ultima volta; la bolla mi stringeva la gola,  eccola riapparire.

Una bolla di sapone che non vuole saperne di scoppiare!

Qualche tempo dopo, sono incappata in un articolo che parlava della depressione post allattamento.

Ho pianto mentre leggevo dei mesi inspiegabilmente bui che la mamma-autrice, una giornalista americana, descriveva così bene. (Puoi leggerlo qui, in inglese)

Mi si è tolto un peso dalle spalle.

Perché pensavo che ci fosse qualcosa che non andava in me. Non ero depressa clinicamente, sia chiaro; ma avevo spesso sbalzi d'umore e una sensazione di tristezza mista a stanchezza che mi accompagnava.

E ho smesso di sentirmi in colpa.

Indovina un po'? Quando smetti di allattare, crolla improvvisamente il livello di due ormoni : l'ossitocina e la prolattina, che sono gli ormoni che fanno funzionare l'allattamento. E che sono anche due ormoni connessi a una sensazione di benessere e energia.

Il tempo che il nostro organismo si riadatti, e tutto torna nella norma.

Mamma. Non sentirti strana, sbagliata, in difetto. Intanto perché non è vero. Poi, perché questi pensieri ti isolano. Non negare quello che senti, non giudicarti. Il tuo mondo ha bisogno di te.

La serie dedicata allo stress

Eccoci giunti all'ultimo episodio della serie dedicata allo stress! Fammi sapere se la lettura ti è stata utile, e condividi !

Fonti e riferimenti

Nota : le letture che cito per approfondimento includono principalmente i libri che ho usato per la redazione di questo articolo, che mi hanno personalmente appassionato, o talvolta che che mi ispirano e vorrei fare io stessa. I link verso Amazon.it o www.ilgiardinodeilibri.it sono affiliati: significa che se clicchi e decidi di effettuare un acquisto, io percepisco una piccola commissione senza costi aggiuntivi per te.

 

Perché parlare di stress dei neonati? Per il terzo episodio di questa mini-serie dedicata allo stress, mi sta particolarmente a cuore ripartire dall'inizio. Perché anche i bebè si stressano (e molto); e il modo in cui noi li accompagniamo determina la formazione delle strutture mentali fondamentali che li aiuteranno ad affrontare la vita anche da adulti. E anche se i tuoi figli sono più grandi, vale comunque la pena saperne di più, e diffondere alle future generazioni!

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Già la nascita, in fondo, è un evento stressante.. Foto di Javier de la Maza su Unsplash

Perché parlare di stress dei neonati ?

Tutto quello che sto per scrivere oggi non lo sapevo quando sono diventata mamma la prima volta.

Ero serena, tranquilla e ingenua, convinta che avrei fatto i miei errori nel migliore dei modi.

L'istinto mi suggeriva come reagire; ma poi c'erano molte altre voci che si alzavano più forti :

"Così la vizi!"; "Non vorrai mica che prenda l'abitudine?" "Sei troppo buona/ troppo paziente/varie".

E poi, la stanchezza; talvolta, la solitudine dell'incomprensione.

Spero di non aver fatto danni gravissimi, ma allo stesso tempo mi dico: "Se solo l'avessi saputo prima!"

Allora, neonati di oggi e di domani, mamma neo o in divenire, tu papà che hai un ruolo così importante ma non sempre lo sai.. Queste righe sono per te.

Se stai pensando che non ti riguardi, e stai per cliccare altrove (perché so bene che il tempo è poco e prezioso, e l'attenzione su internet dura solo pochi minuti).. Aspetta.

Chi sei, oggi, dipende almeno in parte da quei primi mesi con i tuoi genitori.

#1: siamo noi genitori a formare il cervello dei nostri bebè

Alla nascita, il cervello di un neonato ha circa 100 miliardi di neuroni. Eppure, non è ancora finito : è solo l'inizio.

...continua a leggere "6 cose fondamentali sullo stress dei neonati che non ti hanno mai detto."

"Non puoi permetterti di sbagliare"; "se non ti impegni, non riuscirai mai a fare nulla" e anche "continui a perdere tempo!" Cos'hanno in comune queste frasi? E cosa c'entrano col cortisolo alto? A volte conviviamo tanto a lungo sia con questi messaggi registrati, che con lo stress cronico, che non li vediamo più. Non li colleghiamo a quando ci dimentichiamo per l'ennesima volta le chiavi dentro la porta di casa; a quando ci viene da piangere perché abbiamo perso l'autobus; oppure a quando restiamo senza fiato dopo l'ennesimo NO! del nostro bimbo di 3 anni. Possibile trovare in noi le risorse necessarie a star meglio? Luce su uno dei protagonisti di oggi, il cortisolo alto, e su uno dei modi in cui lo coltiviamo segretamente..

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Il nostro sistema non è fatto per reggere un livello di cortisolo troppo alto per molto tempo... Foto di Nathan Dumlao su Unsplash

Cortisolo alto, io? Giammai

Qualche anno fa mi sono trovata in un vortice. Uno di quei periodi in cui tutto va veloce, e ti sembra di aver tutto sotto controllo. Anzi, sei euforico: guarda come riesci a gestire bene la sfida, il cambiamento? Un supereroe! (ah no, quello è mio figlio scusa).

Mio marito aveva iniziato una nuova missione di lavoro all'estero, e io ero da sola con due bimbi piccoli, lavorando a tempo pieno. Al lavoro stavamo lanciando un nuovo progetto, in cui volevo dare il meglio - perché iniziavo a sentirmi stretta nel ruolo marginale che avevo.

Non volevo far vedere la fatica, né cedere. Quindi, ho continuato a fare sport, a organizzare uscite nel weekend, vedere amici.. senza accorgermi che mi stavo trascurando. Che non dormivo abbastanza. Non mi riposavo, mangiavo poco. La corsa era tale, che non facevo nemmeno in tempo ad accorgermi dei segnali.

Poi, una mia collega smise improvvisamente di venire in ufficio. Burn-out. Esaminammo il suo caso. Cos'era successo? E ancora non riuscivo a collegare i suoi sintomi ai miei. Mi ammalavo spesso, mal di gola che mi lasciavano senza voce ma abbastanza in forze per venire a lavorare. Avevo il groppo in gola. Perdevo la pazienza così facilmente, ero suscettibile. Come se nulla mi facesse più ridere.

Dovevo scrivermi gli impegni, o rischiavo di dimenticarmi tutto dopo pochi minuti. Io, che ho una memoria di ferro e registro l'agenda in testa.
Ora, a distanza di tempo, sembra tutto così ovvio!

Effetti del cortisolo alto nel nostro cervello

Stress eccessivo. Come mai? Che stava succedendo?

...continua a leggere "Cortisolo alto? 5 frasi che devi smettere di ripetere"

Forse conviviamo con  uno sconosciuto. Se ne parla continuamente. Lo combattiamo, lo rifuggiamo, inconsciamente lo andiamo a cercare; ci forma, ci plasma, ci fa riuscire, talvolta ci fa ammalare. Sappiamo davvero che cos'è lo stress ? E come influenza cervello e resto del corpo? E soprattutto.. come influenza il modo in cui interagiamo con i nostri figli, e la loro crescita? Una mini-serie per far cadere qualche pregiudizio e capire meglio come farci accompagnare dallo stress nel cammin di nostra vita - dalla gravidanza, alla nascita e fino all'età adulta.

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Foto di George Pagan III su Unsplash

Stress, questo sconosciuto (o quasi)

La parola "stress" fa subito venire in mente scadenze lavorative, notti insonni, restare bloccati nel traffico proprio prima di un appuntamento importante.

E poi, le malattie derivate, la stanchezza, i mali dei nostri tempi.

Quasi nessuno pensa che un bimbo possa essere stressato, giusto? Tanto meno un neonato. O che si possa essere troppo poco stressati. Eppure..

...continua a leggere "Che cos’è lo stress? 6 cose che ogni genitore dovrebbe conoscere"

Tu odi il latte, ma tuo figlio continua a insistere perché tu lo beva insieme a lui, che lo adora.. Fino alla tua esasperazione. Poi piange, ma non sa spiegarti il perché.. e perdi la pazienza. Quand'è che i bambini iniziano a saper parlare di sé, e a capire che gli altri possono avere idee e percezioni diverse? Conoscere le tappe dello sviluppo sociale, e in particolare la teoria della mente, possono aiutarti a vivere meglio la relazione coi tuoi figli. Vediamo come!

Teoria della mente index
I misteri insondabili..

Foto di : Billy Huynh

Teoria della mente : dal parlare di sé al capire gli altri

Aspettavo con trepidante impazienza il momento in cui mia figlia avrebbe saputo esprimere il suo immaginario, le sue certezze; e spiegarmi il perché dei suoi pianti senza dover enumerare infinite ipotesi inconcludenti. (Perché di solito il motivo era l'unica cosa ovvia a cui non avessi pensato).

Sai, quelle volte in cui state serenamente giocando insieme, con tanti sorrisi. Ti distrai 30 secondi per un qualunque motivo, finché urla disperatissime non ti fanno voltare bruscamente : cosa può mai essere successo? Amore, cosa c'è? Ma in risposta, ottieni solo grida ancora più forti.

Provi ad abbracciare la tua creatura, ma lei ti respinge.. Niente, bisogna cercare di capire. Ti sei fatta male? Hai perso il gioco? È perché sono andata un attimo in cucina a prendere da bere lasciandoti da sola? Probabilmente gli uomini si sentono così quando le donne rispondono "Niente" alla domanda "Cosa c'è?".

Teoria della mente sviluppo bambini
Cosa c'è?

Ma è così ovvio che l'uso delle parole coincida anche con la capacità di raccontarsi? Di capire e verbalizzare bisogni e desideri, e inferenze sulle emozioni altrui? I due apprendimenti sono figurativamente come i pali portanti di una scala a pioli, indipendenti ma interconnessi, o hanno bisogno di un ulteriore sostegno ?

In altre parole : come glielo spiego a mio figlio che se non mi dice cosa c'è che non va, io non riesco ad aiutarlo e lui continuerà a piangere inutilmente ?

E quand'è che capirà che la mattina ho bisogno che usciamo in orario e per me non è importante se si siede a destra o a sinistra nel rimorchio della bici, basta che ci sbrighiamo?

...continua a leggere "8 cose sulla teoria della mente che ti aiuteranno a capire tuo figlio"

Hai mai notato che quando hai un bambino tra le braccia, inizia ad agitarsi non appena sei un po' teso? E che generalmente, sorridergli teneramente può bastare a calmarlo? Sei mai stato così stanco da pensare (inconsciamente) che il tuo bambino stava piangendo apposta per infastidirti? Sarebbe possibile? Vediamo come è fatto il cervello del neonato e come possiamo aiutarlo a crescere!

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Il cervello del bebè si sviluppa attraverso di te !

Il cervello del bebè è una spugna

Quando sono diventata mamma, mi sono stupita notando come la mia piccolina fosse permeabile ai miei stati emotivi. Quando ero fresca, rilassata e felice, lei era piacevolissima compagnia; ogni volta che mi sentivo stanca, tesa o nervosa, beh, le cose non erano così semplici.

Piangeva, voleva stare in braccio, rendendomi ancora più nervosa. A quel tempo ero ancora a miglia di distanza da tutte le letture e le esperienze che ho fatto da allora. Esploravo una nuova dimensione del mondo e di me stessa.

Poiché ho sempre fatto 3 cose contemporaneamente, mi muovevo in fretta, brusca; facevo cadere le cose goffamente, colpendole, facendo rumori ..

Viene fuori che brusco e rumoroso non è l'ideale per un neonato. Partiva con degli scatti di paura per ogni rumore improvviso; in un attimo passava da uno stato di calma a uno di allerta.

Pensa piano, guarda al dettaglio, rilassati

Ho iniziato a prestare attenzione alle sottigliezze, al tono della mia voce e al modo in cui mi muovevo. Cantare funzionava molto bene: mi costringeva a controllarmi, a rimanere calma, mentre cullava lei.

La tenevo in braccio per la maggior parte del tempo, tra le mie braccia o in un marsupio, quindi eravamo in costante contatto fisico. Poteva facilmente sentire le variazioni di velocità del mio respiro.

È stato un periodo molto felice per me, quindi non così difficile di per sé; ma mi ha meravigliato vedere come riuscivo a calmarla semplicemente essendo io stessa calma e felice.

...continua a leggere "5 minuti per scoprire come è fatto il cervello del tuo neonato"

Quando perdiamo la pazienza coi nostri figli, le nostre prime reazioni istintive sono di alzare la voce, magari dare uno scappellotto.. E se invece la soluzione fosse riempirli di coccole?!Se vi sembra contro-intuitivo usare le coccole per far cessare una situazione o un comportamento che non ci piacciono, leggete qui! Potreste ricredervi..e la scienza della coccole potrebbe venirvi in aiuto.

coccole
Le coccole fanno bene

Piccole frustrazioni crescono

Prendiamo un fine pomeriggio a casa.
Sono appena tornata dal supermercato con i bambini, e ora siamo tutti esausti dopo una lunga giornata. Avevo promesso a mia sorella e ai miei genitori, che vivono lontano, che li avrei chiamati in video su Whatsapp per raccontargli della nostra ultima settimana.

I bambini al'inizio erano contenti di parlare con loro, e poi piano piano hanno iniziato ad innervosirsi per la mia mancanza di disponibilità. Appena ho preso io il telefono in mano e ho attaccato con argomenti "più seri" da adulti, hanno cominciato coll'interrompermi ogni due parole e mezzo.

Sono rimasta calma all'inizio, e ho gentilmente chiesto di aspettare fino alla fine della frase prima di intervenire. Mi sono arrabbiata intorno alla decima volta, ma poiché conosco molto bene la sintomatologia, ho capito e ho chiuso rapidamente la chiamata.

Il mio sguardo interrogativo esprimeva il mio sconforto : "Come farò a preparare la cena ora che i bambini hanno appena svuotato il loro "serbatoio" e hanno bisogno di me un'altra volta di me?"

Ho provato con la "tecnica dell'aperitivo". Ho chiamato i bambini al tavolo della cucina e mi sono offerta di far sgranocchiare loro qualcosa intanto che io preparavo la cena, in modo che potessimo essere vicini; speravo davvero che il cibo potesse sostituire la mia presenza mentale.

Sintomi non colti del bisogno di coccole

...continua a leggere "Coccole sono essenziali alla crescita e a risolvere le crisi, dice un nuovo studio"

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Ve lo sarete chiesto tutti, almeno una volta : perché i miei figli piangono quando vado via? Anche se è solo per poco tempo? Anche se si divertono e il pianto dura solo pochi secondi? La teoria dell'attaccamento può aiutarci a capire perché i nostri figli fatichino tanto a staccarsi da noi anche per pochi minuti. Forse può aiutarci anche a farci sentire meno in colpa...! 

Perché i miei figli piangono quando vado via e senso di colpa
Non piangere, torno subito!

La madre perfetta non esiste, eppure...

Non so se è il fatto di essere donna, di aver avuto un'educazione cattolica, o se è solo il mio temperamento, ma il senso di colpa è una sensazione ricorrente nella mia vita. Lo è ancora di più da quando sono mamma, perché forse mi rispecchio nei miei figli, rivivo in loro la mia infanzia. Le aspettative di quale madre vorrei essere sono (forse) troppo alte. L'inadeguatezza, o meglio la sensazione di essere inadeguata, è dietro l'angolo.

Uno dei momenti per me più difficili è accompagnare i miei figli in asilo, e voltarmi e uscire mentre piangono disperati perché vogliono stare con me. Nonostante io sappia che smetteranno trenta secondi dopo, nonostante io sappia che si divertono come dei matti e imparano tantissimo, nonostante io sappia che avere un'attività da "adulta" tutta mia è fondamentale per il mio equilibrio mentale (e quindi anche per il loro), per almeno qualche secondo soffro.

Cattiva madre. Come mai non li tieni a casa con te? E perché non fate più cose insieme? Perché li ho sgridati stamattina mentre venivamo a scuola?

L'asilo che frequentano in questo momento è fantastico, mi chiedono di andarci anche nel fine settimana, a volte non vogliono tornare a casa quando li vado a prendere.. eppure la mattina si aggrappano a me e piangono.

E l'unica maniera per lasciare le aule senza lacrime, è che ad accoglierli ci sia la loro maestra preferita, che li abbraccia e li coccola.

Ma perché i miei figli piangono quando vado via solo io, e quando è il papà va tutto liscio come l'olio?! Perché a volte non posso neanche andare a fare pipì 5 minuti, o uscire un'oretta, senza che i miei figli mi reclamino come se non mi dovessero vedere per una settimana? ...continua a leggere "Perché i miei figli piangono quando vado via? La Teoria dell’Attaccamento"