libri per bambini siamo capaci

Storie per bambini : come si legge insieme un libro?

Quando si iniziano a leggere le storie ai bambini? C’è un’età? È davvero così importante la lettura fin da piccoli? Cosa leggere, come leggerlo? Cerchiamo di rispondere a queste domande dedicando la lettura della settimana alle storie per bambini. Se raccontare e leggere libri e racconti ci viene un po’ istintivo e spontaneo, sappiate che.. c’è un perché! Vediamo come bebè e libri evolvono insieme.

Storie per bambini
Storie per bambini

Storie per bambini, libri per bebè

 

Da che io ricordi, ho sempre amato leggere. Mi immaginavo quindi come avrei potuto trasmettere la mia passione ai miei figli, pregustavo l’intimità di una bella storia prima di dormire, stretti sotto le coperte mentre fuori è buio.

Non sapevo nulla, però, di cosa viene prima questa fase.. I libri mangiati, tirati e strattonati; le pagine sfogliate in ordine casuale; la distrazione dopo pochi minuti; l’interruzione costante con mille domande.. Leggere un libro a un bimbo piccolo può essere frustrante, se lo facciamo immaginando l’uso del libro come lo intendiamo noi adulti. I libri per bambini sono, prima di tutto, un magnifico gioco..

L’idea di questo articolo mi è venuta quindi (ri)leggendo il libro di Lynne Murray, “Le prime relazioni del bambino. Dalla nascita a due anni, i legami fondamentali per lo sviluppo“. L’ultimo capitolo è dedicato proprio alla condivisione dei libri con i bambini piccoli.. Sembra un filo prematuro a un primo sguardo.. proprio per la mia esperienza di cui sopra..come leggere un libro a un bebè? Eppure, è una delle attività che sostengono maggiormente l’apprendimento del linguaggio e lo sviluppo cognitivo!

L’autrice indica alcune caratteristiche determinanti per l’efficacia della lettura, in base alla fase di crescita del bebè.
Mi sembrava interessante condividerle con voi!

Non perdere i prossimi articoli, clicca qui 😉

Storie per bambini, libri e linguaggio : un sostegno impagabile

 

Il libro di cui parlo è dedicato in modo particolare ai bambini da 0 a 2 anni. Il trucco quindi è non aspettarsi di leggere ad alta voce una storia di venti pagine prima di andare a letto, come mi immaginavo ingenuamente io. Non è ancora il momento! I libri per bambini di questa fascia di età sono molto diversi da quelli per i più grandi. E l’attività di lettura si svolge in modo .. diverso. Meno intuitivo per noi adulti. Vale la pena esplorare l’argomento!

La parola chiave in questo caso è “condivisione” : i libri per bambini così piccoli vanno condivisi. Si tratta soprattutto di guardare insieme, toccare, fare smorfie, indicare le figure, nominare ad alta voce la parola corrispondente…

Vedremo poi come evolve l’attenzione del bambino e la “lettura” dei libri, e anche quali sono le caratteristiche principali dei libri per bambini in base all’età.

I 4 elementi critici nell’apprendimento del linguaggio dei più piccoli

 

  1. Il tono di voce
  2. La ripetizione
  3. L’uso di figure e immagini
  4. La relazione con persone fisiche

Noi  adulti, istintivamente, ci rivolgiamo ai bebè con un modo di parlare particolare; un tono di voce molto enfatico, frasi corte, semplici e ripetute : Guarda la palla! Hai visto la palla? Ma che bella questa palla! Eh sì, ti piace eh la palla?! e via dicendo. Non sto a sottolineare che non utilizzeremmo mai e poi mai questo tono con un adulto, ma neanche con un bambino di 5 anni.

La struttura cerebrale dei neonati permette di captare nel linguaggio cui sono esposti schemi e regolarità. Siamo, di fatto, programmati per imparare una lingua.

La cosa che trovo estremamente interessante è che in seguito  a uno studio (di cui, chiedo venia, non ricordo più le fonti), è stato riscontrato che le aree cerebrali che consentono l’apprendimento del linguaggio si attivano solo durante le interazioni faccia a faccia, con altre persone fisicamente presenti; non si attivano, invece, se i bambini vengono messi davanti a uno schermo (TV, computer ecc.). Inutile quindi sperare che i nostri figli “si facciano l’orecchio” a una lingua straniera semplicemente guardando un cartone o ascoltando la tv.. (io ci avevo sperato..!)

Perché le storie per bambini dovrebbero aiutare l’apprendimento del linguaggio?

 

Tra gli elementi indicati, il principale è che durante questa attività, noi genitori ci permettiamo di passare del tempo indicando le figure di oggetti, o animali, ripetendone ad alta voce il nome. Possiamo prendere spunto dalla storia o dalle immagini per parlare di sensazioni, emozioni, intenzioni e altri concetti astratti; e la ripetizione di questa esperienza piacevole rinforza nel bambino la connessione tra suono e concetto.

Attraverso le immagini, i bambini possono fare un’esperienza diretta e autonoma dell’oggetto. Questo è utile a percepire e conoscere elementi che nella vita reale cambiano troppo in fretta perché il loro cervello possa registrarlo. Per esempio, l’espressione di un’emozione sul viso di qualcuno; o cose lontane dalla loro realtà quotidiana (il mare se vivono in montagna, gli animali della fattoria se vivono in città e via dicendo).

Andando avanti e indietro tra le pagine, e con il supporto verbale dell’adulto, i bambini riescono per esempio a percepire elementi astratti e complessi come le relazioni di causa-effetto; o quali azioni possono scatenare determinate emozioni; quali intenzioni governino determinate azioni e così via.

Psst! Da questa parte per restare in contatto !

Cos’hanno di speciale i libri per bambini piccoli?

 

Non solo il materiale (cartone resistente, o stoffa, magari con inserti di materiali diversi per un’esperienza tattile, ecc.).

I libri per bambini piccoli hanno solitamente pochi semplici oggetti per pagina, senza dettagli; le linee e i colori sono semplici; gli elementi essenziali del disegno e della storia vengono ripetuti in ogni pagina.

Libri per bambini si inizia da piccoli
Libri per bambini si inizia da piccoli

Stratagemmi perché la lettura sia davvero efficace

 

  • Iniziare presto, fin dai primi mesi, a rendere i libri parte integrante della vita quotidiana del bebè.
  • Guardare insieme i libri con regolarità.
  • Rendere la “lettura” insieme un momento piacevole, sereno, tranquillo.
  • Fare attenzione a cosa suscita l’interesse del nostro bambino. Seguiamo i suoi “segnali” e soffermiamoci o enfatizziamo quello che gli piace, senza esitare a voltare pagina o interrompere l’attività se mostra segni di insofferenza o fastidio. Per un bebè, concentrarsi per molto tempo su una attività può essere molto faticoso e difficile; se riusciamo a fare della lettura un’attività quasi quotidiana e a farlo in un momento in cui noi siamo completamente disponibili e rilassati, giorno dopo giorno diventeremo sempre più sensibili a cogliere e bene interpretare i segnali che il bebè ci manda, e a rendere questa esperienza sempre più piacevole per entrambi.
  • Ripetere sempre ad alta voce il nome degli oggetti rappresentati.

Come evolve la lettura in questa fascia d’età? E Come intervenire?

0-4 mesi :

il neonato ancora non riesce a manipolare gli oggetti molto bene; il genitore serve da supporto fisico, per tenere il libro e sfogliarlo. Soffermiamoci sulle immagini che sembrano attirare maggiormente l’interesse del bambino! I libri più adatti presentano colori in contrasto tra loro (bianco e nero ad esempio) e forme che ricordano i visi delle persone.

4-5 mesi :

in questa fase, tipicamente ai bebè piace toccare e mettere in bocca, mordere, afferrare, tirare; una volta scelto un libro del materiale adatto perché il bimbo sia in sicurezza (cartone duro o tessuto ad esempio, senza parti piccole) lasciamolo fare, e manifestiamo il nostro entusiasmo per tutte le figure che gli interessano. Ripetiamo sempre il nome degli oggetti rappresentati.

9 mesi :

in questo periodo i bambini iniziano non solo a indicare col dito, ma anche a osservare quello che noi indichiamo loro. L’interazione col genitore viene quindi maggiormente rafforzata. Manteniamo come punto chiave la ripetizione ad alta voce!

12 mesi :

di solito intorno al primo compleanno i bambini iniziano a dire qualche parola, e in ogni caso a capirne il significato. La lettura diventa quindi sempre più interattiva, perché si può intervenire facendo delle domande : “Dov’è il gatto?” Oppure, indicando un oggetto conosciuto, “come si chiama questo?” e così via, ripetendo poi la parola per sottolineare la pronuncia corretta. Se riusciamo, impediamoci di dire “No, non si dice così, si dice …” ma limitiamoci a ripetere la parola. Rafforzerà sia l’apprendimento che l’autostima 🙂

12-24 mesi :

l’esercizio di base rimane lo stesso, ma aumenta l’interazione, il gioco, e si arricchisce il vocabolario. Le immagini stesse dei libri si riempiono via via di dettagli e sfumature. Possiamo introdurre parallelismi tra le storie e la vita quotidiana : se parliamo della bocca del lupo, possiamo poi chiedergli ” E dov’è la tua bocca?!” e “Guarda com’è grande la mia bocca!” o cose così, improvvisando, ridendo e giocando.

2-4 anni :

iniziamo con le storie, quelle più lunghe. Storie che parlano del mondo, di come funziona (mio figlio ad esempio adora dinosauri e cantieri); oppure storie che parlano di situazioni simili a quelle che vivono i bambini nel quotidiano (a mia figlia ad esempio piace leggere di bambine che affrontano situazioni socialmente difficili come rabbia, compagni che prendono in giro, che non vogliono condividere..).

Unisciti ad altri genitori che affrontano le stesse riflessioni 🙂

Storie per bambini e transizioni

 

Le storie per bambini servono anche per parlare di episodi difficili che il bambino sta affrontando, come l’arrivo di un fratellino o sorellina, l’ingresso al nido, un trasloco eccetera. Il fatto di osservare un personaggio reagire e vivere le sue stesse emozioni e sensazioni servirà per mettere una parola a un concetto o sensazione, il che migliora non soltanto l’apprendimento del linguaggio, ma la conoscenza di sé e a eventualmente riuscire a capire e/o esprimere correttamente un disagio.

Ricordo bene, ad esempio, quante volte abbiamo letto alcuni libri in particolare, con mia figlia. In questo ad esempio, regalatoci da una coppia di cari amici proprio quando stavamo per traslocare, la protagonista si chiamava proprio come lei, e cambia casa . L’abbiamo guardato, esplorato, riletto alla nausea; ma il sollievo negli occhi di mia figlia, quando ha capito cosa le stava succedendo..!

Forte di questa esperienza, ho iniziato a servirmi dei libri per bambini in ogni situazione. Arriva il fratellino? Op, ho comprato il libro (anche in questo caso la protagonista aveva lo stesso nome, ha funzionato ancora meglio!)

Periodo di paure e difficoltà a dormire? Via con le storie su mostri, buio, magia della notte. Litigi, crisi di rabbia, esternazioni violente? Ecco che leggiamo cos’è la collera, bambini arrabbiati, eccetera. E ci permette di parlarne più serenamente, riferendoci magari ai protagonisti delle storie anziché ai nostri figli in prima persona.

Libri per bambini le tecniche
Libri per bambini le tecniche

Storie per bambini e .. il cervello in evoluzione

 

Faccio ancora una parentesi riferendomi allo sviluppo del cervello.

Intorno ai 18 mesi, la corteccia orbito-frontale, ormai giunta a maturazione, inizia a immagazzinare immagini. Via via che le situazioni si ripetono, queste immagini vengono registrato con le emozioni associate; sono immagini di se stessi in relazione con gli altri.

Questa capacità a interiorizzare e quindi ad astrarre situazioni ed emozioni vissute è una tappa importante nello sviluppo, perché permette di dare una guida di comportamento al bambino, anche in assenza di mamma, papà o l’adulto di riferimento.

Ecco perché proprio intorno a questo periodo, possiamo iniziare la lettura di storie più complesse. A questo punto, il bimbo ha una piccola biblioteca di immagini legate al suo vissuto, e riesce ad astrarre concetti più complessi. Per questo riusciamo a usare le storie che leggiamo per fare riferimento a situazioni personali.

Le storie per bambini sono il nostro asso nella manica.. se ci divertiamo

libri per bambini 5
Poi leggiamo in autonomia!

Penso sia la cosa più importante, sempre e ad ogni età : divertiamoci. Ridiamo, scherziamo, giochiamo, piangiamo pure se ci commuoviamo, ma lasciamo che libri rimino con piacere per tutti.

Ho imparato che i libri e le storie possono aiutare tantissimo a far riflettere i nostri figli, a guidarli, oltre che a imparare a parlare. Ma funziona solo finché rimane un gioco, un momento bello.. Altrimenti, l’incantesimo si spezza.

Vi consiglio caldamente questo sito, dedicato proprio alla lettura ai bambini, ricco di idee, recensioni, articoli sul tema.

Cito anche questo più impostato sulla pedagogia Montessori; e questa lettura per approfondire.

Concludo chiedendovi : a voi, cosa piace leggere? Cosa piace ai vostri figli? Qual è il vostro momento preferito per leggere insieme? Per noi, sempre prima di dormire; e  quando torniamo a casa da scuola tardi, e ci mettiamo stanchi sul divano.. Prima che figlia 1 e figlio 2 inizino a litigare su cosa leggere! Ma.. questa è un’altra storia! Raccontateci le vostre!

Ti sembra utile l’articolo? Qui per riceverne altri !

1 commento su “Storie per bambini : come si legge insieme un libro?”

I commenti sono chiusi.

On this website we use first or third-party tools that store small files (cookie) on your device. Cookies are normally used to allow the site to run properly (technical cookies), to generate navigation usage reports (statistics cookies) and to suitable advertise our services/products (profiling cookies). We can directly use technical cookies, but you have the right to choose whether or not to enable statistical and profiling cookies. Enabling these cookies, you help us to offer you a better experience.

Alcuni contenuti o funzionalità qui non sono disponibili a causa delle tue preferenze sui cookie!

Ciò accade perché la funzionalità/il contenuto contrassegnato come “%SERVICE_NAME%” utilizza i cookie che hai scelto di mantenere disabilitati. Per visualizzare questo contenuto o utilizzare questa funzionalità, abilitare i cookie: click here to open your cookie preferences.