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Togliere il pannolino non è come fare una gita fuori porta in una giornata di sole

Togliere il pannolino, un' avventura? Se vi state ponendo mille domande su come e quando togliere il pannolino a vostro figlio, questo articolo fa per voi! Togliere il pannolino è una tappa importante nella crescita di un bambino. Acquisisce le basi di una prima forma di indipendenza.. Meglio viverla il più serenamente possibile!

togliere il pannolino
Togliere il pannolino

Togliere il pannolino : troppe teorie?

Siamo onesti: ci sono infinite teorie e strategie su come togliere il pannolino. L'età migliore per farlo; cosa evitare; quando è troppo presto quando è troppo tardi.. Non voglio aggiungere niente, soprattutto perché non avrei le competenze.

Voglio solo condividere la mia esperienza, perché ci sono appena passata e non avviene mai senza qualche piccola frustrazione.

Il ricordo di com'era andata con mia figlia non mi incentivava a iniziare a togliere il pannolino a suo fratello. Niente di drammatico ma.. lasciamo il pannolino ancora qualche mese !

Finisce per essere pratico: non devo preoccuparmi di avere sempre un bagno a pochi metri ovunque andiamo, o di lavare mutande e pantaloni in continuazione, o avere sempre il bicarbonato di sodio a casa per poter pulire il materasso diversi giorni di fila (grazie a Kristin per aver condiviso questo meraviglioso post - in inglese - su come pulire le macchie di pipì! Ok lo so, non fa chic.. ma fa sempre parte delle gioie di un genitore!)

LA domanda : Togliere il pannolino, ma quando?!

La regola "fisica" che ho seguito per entrambi è stata aspettare almeno fino a quando non riuscivano a salire e scendere le scale da soli. (dovrebbe in teoria indicare una muscolatura sufficientemente sviluppata per controllare anche la vescica. Trovate naturalmente altri spunti dal web come questo.. Non perdetevi quest'altro se volete ridere un po'!.) .

Con mia figlia, le condizioni erano diverse e non proprio ottimali. Avete presente le situazioni elencate sotto "quando evitare di togliere il pannolino"? Ecco, noi ce le avevamo tutte: appena nato il suo fratellino, cambiato casa.. e ancora non sapeva parlare molto.

Il problema è che era molto gelosa, ma non poteva esprimere la sua gelosia a parole. Noi non siamo sempre riusciti a capire e interpretare i suoi bisogni, fisici, e di attenzione o sostegno.

Ci sono voluti circa 9 mesi per toglierle completamente il pannolino, da quando abbiamo iniziato a farla sedere regolarmente sul vasino, fino a che era asciutta anche di notte.

Mi è sembrato lungo, ma penso anche che molti degli "incidenti" fossero causati da una domanda nascosta di attenzione.

Una delle cose più "divertenti" era che anche un paio di mesi prima di iniziare a usare regolarmente il vasino, quando sentiva che il pannolino era sporco e le dava fastidio, se lo toglieva e lo lasciava per terra, ovunque lei si trovasse.

Mi ricordo di essermi arrabbiata a questo proposito, di averle spiegato che non poteva lasciare i suoi pannolini in giro ma che doveva chiamarmi ...(Soprattutto quando eravamo in casa d'altri ah!)

Camminavo in bilico su un filo sottile.. Da una parte il tentavo di imporre regole che sembravano importanti,  e dall'altra di evitare di inviarle il messaggio sbagliato; a volte cadevo giù in uno dei due lati, rompendo il delicato equilibrio.

togliere il pannolino per diventare grandi
Togliere il pannolino, per diventare grandi

Si impara facendo ..

La direttrice del nostro asilo ci ha parlato già all'inizio dell'anno scolastico della "tecnica dei 3 giorni" spiegandoci che molti genitori lo usano e apparentemente funziona bene.

Questa tecnica è stata introdotta nel 2009 da un'educatrice di San Francisco, Julie Fellom, con il suo "Diaper Free Toddlers program". Questo articolo ve la descrive.

Sono sempre scettica all'inizio quando si tratta di consigli e trucchi miracolosi, ma con diversi compagni di classe di mio figlio, anche più piccoli, ha effettivamente funzionato; quindi l'ho provata... a modo mio.

Dunque, priori questa tecnica vuole che si sparpaglino diversi vasini in punti strategici della casa. Nel migliore dei casi, bisognerebbe uscire di casa solo un'oretta il secondo giorno e un paio di volte il terzo. Far bere tanto il pupo e incoraggiarlo a sedersi il più possibile su uno dei vasini. Il compito di noi genitori è di osservarlo cercando di captare il buon momento per incoraggiarlo a provare.

Ora, diciamo che impazzisco se non esco di casa per 3 giorni interi, specialmente durante un lungo weekend, soleggiato e caldo. Passarli poi a correre dietro a mio figlio per convincerlo a sedersi sul vasino che odia era fuori discussione.

.. e adattando

Il motivo per cui ho aspettato più del previsto prima di insistere sulla questione è che mio figlio si è rifiutato di sedersi su vasino o wc per mesi.

Ha iniziato a usarlo l'estate scorsa, quando aveva solo 18 mesi, poi basta. Rifiuto totale, stile pianti e grida disperate. Poi ho scoperto che non solo lo usava  in asilo, andava  perfino da solo bagno! Così mi sono decisa.

Ecco come ho adattato la tecnica alle nostre esigenze 😉

Togliere il pannolino - Fase # 1

Ho identificato un weekend lungo (lunedì festivo) in cui non avevamo organizzato gite o cose particolari. Un paio di settimane prima, ho iniziato a svegliarlo prima costringendolo a sedersi subito sul vasino.

Un po' brutale forse lo ammetto. Ma gli ho indorato la pillola con storie, coccole e cioccolatini! Lui si sarebbe tranquillamente tenuto il pannolino bagnato per farsi la sua colazione indisturbato..

Togliere il pannolino - Fase # 2

Siamo andati a comprare le mutande nuove. Naturalmente celebrandolo come un fantastico e importante avvenimento. Gli ho lasciato scegliere quelle che voleva (slip bianchi..?!), e gli ho spiegato che la settimana successiva avrebbe dovuto salutare i pannolini. Ne abbiamo parlato più volte durante quella settimana, con l'intento di instillargli un senso di fierezza per la tappa che stava per compiere.

Togliere il pannolino - Fase # 3

Eccoci al famoso weekend! Vasino in mezzo al salotto e niente pannolino.

Ma abbiamo fatto le nostre cose come al solito. Fatto acquisti, visto amici, eccetera. Ho portato con me diversi ricambi, un asciugamano per proteggere il seggiolino; ho sempre mostrato a mio figlio dove fosse il bagno ovunque andassimo. Abbiamo vissuto la nostra vita normale.

Togliere il pannolino - Fase # 4

Poiché ho notato che era asciutto dopo il pisolino, gli ho chiesto se voleva dormire senza pannolino. A volte diceva di sì, a volte no; non l'ho forzato.

Durante il giorno ho insistito un po', perché si sentiva nervoso e imbarazzato in caso di incidenti e avrebbe voluto spesso tornare al vecchio sistema pannolino. Cionondimeno, sono rimasta ferma e calma per rassicurarlo (lode al programma rapido sulla mia lavatrice !!)

Poi, gli ho raccontato tutti gli episodi che mi ricordavo di incidenti di altri bimbi durante lo "spannolinamento". Mio figlio è molto sensibile e ha bisogno di molta tenerezza su argomenti così delicati, e si è rassicurato di non essere il solo a farsela addosso ogni tanto.

Togliere il pannolino - Gli inconvenienti

Siccome mio figlio non era affatto infastidito dal pannolino bagnato o sporco, non aveva questa motivazione. Neanche l'eczema lo ha mai turbato. L'unica cosa che lo disturbava era la crema che dovevo mettergli; ho provato a giocare su quell'elemento per motivarlo ma evidentemente non era sufficiente.

Nemmeno il Non sei più un bebè, sei grande! Non vorrai mica tornare piccolo? ha funzionato. Anzi! Si è messo a fare il bebè per finta, facendo ba ba ba invece di parlare, e dicendomi che voleva essere un bebè e tenere il pannolino.

Altro inconveniente, gli incidenti lo mettono molto in imbarazzo. Si controlla tantissimo quando siamo fuori casa! Quando è all'asilo, ad esempio, non ne ha mai avuti. Anche lungo la strada per la scuola, o al parco, è estremamente attento. I suoi incidenti si verificano soprattutto la sera a casa. Dopo, va a prendere un pannolino e mi chiede di metterglielo. Una volta, ha anche provato a farlo da solo! Come se concentrarsi su quando andare in bagno fosse troppo impegnativo per lui, e volesse riposarsi, lasciarsi andare.

Mi chiedeva con la sua vocina : Cosa succede se faccio pipì nelle mie mutandine? e quando è capitato, Scusa mamma, non l'ho fatto apposta quando mi vedeva pulire.

Ho continuato a rassicurarlo, a dirgli che è normale quando si impara; che è in realtà un modo per apprendere, ma è sempre un po' vergognoso. Ho iniziato a pensare che forse avrei dovuto iniziare prima, quando ancora non aveva quel concetto di imbarazzo nella sua mente.

Inoltre, il suo nervosismo e la sua tensione sono sfociati in aggressività, cui è sempre stato abbastanza estraneo. Durante quel periodo, tendeva ad arrabbiarsi subito e con intensità di fronte a un no o quando non riusciva a fare qualcosa da solo.

Piccola digressione sull'imbarazzo nei bambini

Faccio una piccola digressione per rispondere a una domanda che mi sono posta mentre scrivevo.

Sarebbe stato possibile togliere il pannolino prima che mio figlio iniziasse a provare imbarazzo?

Concretamente, l'imbarazzo è un'emozione che compare quando percepiamo un'attenzione da parte di altre persone su di noi. Per provare questa emozione, il bambino deve quindi aver acquisito :

  • il senso del sé, di esistere come persona ed entità separata dalla mamma

  • la consapevolezza che gli altri esistono anch'essi come entità separata dalla loro. Il che implica che l'altro possa avere idee e preferenze, provare emozioni diverse dalle sue.

  • empatia. Il bambino impara a sentire, a interiorizzare (quindi in qualche modo anche ad astrarre) le emozioni altrui.

Queste acquisizioni avvengono intorno ai 15-24 mesi, e con esse compaiono le cosiddette "self-conscious emotions" (articolo in inglese).

Potete fare un esperimento.

Mettete davanti a voi e a vostro figlio due piatti, uno con una verdura che lui non mangerebbe mai, e uno con una cosa che adora tipo patatine, grissini, pezzetti di cioccolato, cracker. Assaggiate la verdura facendo espliciti segni di piacere. Poi assaggiate il grissino facendo smorfie di disgusto. Accompagnate il tutto da frasi eloquenti tipo uh, che buono il cavolo, quanto mi piace! e bleah, i grissini proprio non li sopporto! Siate credibili però eh?!

A questo punto, tendete la mano davanti al bambino e chiedetegli Me ne dai un po'? senza specificare cosa. Quando il bambino ha acquisito il senso del sé e degli altri, intorno ai 18 mesi, vi darà il cavolo (poveri voi!) Mentre prima, vi darà il grissino. Semplicemente perché non può ancora immaginarsi che qualcuno sia così pazzo da volere del cavolo quando l'alternativa sono i grissini! 😉 Cioè, non può percepire che gli altri sono diversi da lui. Dopo sì, e allora via a imbarazzo, vergogna e compagnia.

Questo esperimento è stato realizzato dalle psicologhe e ricercatrici Betty Repacholi e Alison Gopnik, potete leggerne di più su questo articolo (in italiano!).

Imbarazzo e vergogna

Nota importante. L'imbarazzo assomiglia ma non corrisponde alla vergogna. Il primo è legato alla percezione di un'attenzione su di noi, positiva o negativa. Per esempio, quando qualcuno ci fa un complimento. La seconda invece è più complessa, e dipende da una valutazione di una nostra azione rispetto alle regole sociali e alla valutazione di noi stessi (Michael Lewis, PhD, liberamente tradotto da: Lewis M. The Self-Conscious Emotions. In: Tremblay RE, Boivin M, Peters RDeV, eds. Lewis M, topic ed. Encyclopedia on Early Childhood Development [online]. http://www.child-encyclopedia.com/emotions/according-experts/self-conscious-emotions. Published September 2011.).

In conclusione. Mio figlio a 15 mesi sapeva appena appena camminare; fino ai 24 e oltre non sapeva assolutamente indicarmi l'insorgenza di un suo bisogno fisiologico. Insomma, non rientravamo affatto nelle condizioni per poter iniziare a togliere il pannolino PRIMA che il senso di imbarazzo facesse capolino nella sua testolina.

Secondo alcuni esperti poi, come il dottor Steve J. Hodges che è pediatra urologo americano, togliere il pannolino troppo presto causerebbe addirittura potenziali danni (costipazione, infezioni urinarie, e così via). Potete leggere il suo articolo (in inglese) qui.

Come dicevamo, come sempre quando si parla di bambini ci sono teorie uguali e contrarie. Penso sia bene informarsi, ma senza estremismi né allarmismi. In questo caso, mi dico : meglio aiutare mio figlio a superare l'imbarazzo.

Come? Niente prese in giro. Nessuna reazione eccessiva da parte nostra. Reagiamo noi per primi in modo positivo (siamo sempre il primo esempio per i nostri figli ahi ahi! 🙂 ). Vi do un altro spunto di lettura qui, purtroppo anch'esso in inglese. (Prometto un articolo a parte per trattare il tema dell'imbarazzo e della vergogna).Passo e chiudo con la teoria per oggi!

Togliere il pannolino - come ha funzionato

Durante la prima settimana, abbiamo registrato un incidente al giorno, soprattutto a casa. Nell'arco di due settimane era asciutto dopo la nanna.. Finita coi pannolini! Mi pare sia stato piuttosto indolore e rapido ;).

Il fatto che potesse parlare e spiegarsi fluentemente ha aiutato molto. Comprende tutto ciò che gli spiego e mi dice come si sente. Che sia nervoso, spaventato, arrabbiato.. Possiamo parlarne. Ed è molto meglio che cercare di interpretare parole o sillabe o vederlo mordere i suoi compagni di classe!

Togliere il pannolino : 3 cose da tenere in mente

    1. Il nostro bambino finirà per non avere più pannolini un giorno. Non c'è bisogno di farci venire l'ansia, né di farlo sentire "sbagliato".

    2. Vi prego, non rinforzate sentimenti di imbarazzo o peggio, vergogna. Può, alla lunga, risultare in comportamenti anti-sociali e poca auto-stima.. Non è davvero il caso. Piuttosto, lasciate perdere e aspettate ancora un po'.

    3. Gli errori sono necessari per imparare; dobbiamo solo organizzarci, preparare soluzioni adatte, fare tante coccole e rimanere zen. Io cantavo Bob Marley per aiutarmi 😉

Certo, nessuno è felice di dover lavare il pavimento o i vestiti dopo una lunga giornata di lavoro; né di pulire il materasso ogni giorno. Ma non è fatto contro di noi, è un modo per imparare a controllare i nostri organi.

Il modo migliore per riuscire a stare calmi è scegliere il momento giusto. Un periodo dell'anno in cui sappiamo che saremo più disponibili ad affrontare gli effetti collaterali. Quindi non quando dobbiamo andare al matrimonio elegantissimo della zia Piera; non quando ci sono cambiamenti significativi nella vita dei bambini; non quando la nostra azienda ha annunciato una "ristrutturazione" e siamo stressati sul lavoro.

Facciamo le cose semplici! Ci armiamo di salviette e ricambi (questo era un reminder per me.. Ehm.). Copri-materasso assorbenti, una lavatrice col programma express.. E poi sorriso! Che un po' è divertente.

Avete altri suggerimenti o tecniche che hanno funzionato bene per voi? Condivideteli con noi!

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