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Come Crescere i Figli Maschi? 3 Grandi Domande sulle Differenze di Genere nell’Educazione

Tantissime opinioni discordanti. I maschi sono più aggressivi; un ragazzo ha bisogno di una figura maschile, le mamme devono tirarsi indietro oppure tireranno su dei mammoni; bisogna permettere ai bambini di mostrare le loro emozioni; i maschi troppo sensibili corrono il rischio di diventare vittime dei bulli, devono sapersi difendere! Maschi e femmine sono uguali, è la società che li tira su diversi; maschi e femmine sono diversi, è evidente! Cosa tenere in conto delle differenze di genere nell’educazione? Come si fa a crescere dei figli maschi, se mai è davvero diverso che crescere una femmina? 

Esempi involontari delle differenze di genere nel crescere i figli (maschi e femmine)

Stavamo per andare a casa dal doposcuola, e aspettavo che mia figlia si mettesse la giacca, quando ho sentito urlare.

Un’altra mamma aveva preso da parte la bimba, avrà avuto 4 anni:

“Meriti una punizione! Non si picchiano gli altri bambini. In più sei una femmina! Una femmina non picchia!”

Credo di esser rimasta di sasso, congelata. Pensavo che nessuno dicesse più frasi come queste.

“Gli uomini veri non piangono” o “Le brave ragazze non picchiano”.

“Mamma, cosa guardi?”

Per fortuna mia figlia mi ha riscosso prima che qualcuno si accorgesse del mio stupore.

Stiamo provando a fare qualche passo in avanti verso la parità; e la verità è che è difficile trovare la vera distinzione tra differenze biologiche di genere e differenze causate dall’influenza della società.

Ho una figlia e un figlio; e per me è particolarmente importante dare all’una la fiducia in se stessa perché non si senta preclusa a priori nessuna strada e si faccia rispettare con assertività; e all’altro la libertà di esprimere i suoi sentimenti e la sensibilità per trattare gli altri – uomini o donne – con empatia e rispetto.

Devo trattarli in modo diverso o no allora? Crescere un figlio maschio è davvero così diverso rispetto a crescere una figlia femmina?

Come crescere i figli maschi  tra differenze e stereotipi di genere

I miei figli sfidano (solo) in parte gli stereotipi di genere.

Mio figlio è quello che ha imparato a parlare prima, non va da nesuna parte senza almeno un pelouche, e a 2 anni sapeva chiaramente esprimermi come si sentisse.

“coccole mamma!” “Ho paura!” “Sono triste”.

Mia figlia adora andare a judo, si arrampica e salta ovunque, e le piace sapersi difendere da sola.

Resta il fatto che ho iniziato a notare la presenza di ruspe e cantieri solo da quando è nato mio figlio; e dovuto accettare diverse versioni di Anna e Elsa da quando mia figlia le ha intraviste a un compleanno.

Riflettendo alla questione da un punto di vista femminile, mi sono venute in mente 3 domande esistenziali su come crescere un figlio maschio:

#1. Qual è la nostra influenza e quella della società sulle differenze di genere?

#2. Dobbiamo avere paura delle manifestazioni di aggressività?

#3. Che posto e ruolo dare alle emozioni, all’emotività?

(Se hai altre domande, indicamele nei commenti!)

Tra esperienze personali, ricerche e letture, ecco le conclusioni che mi sento di condividere.

#1. Come crescere figli maschi: qual è la nostra influenza e quella della società sulle differenze di genere?

Lo ammetto. Difficilmente comprerei a mio figlio una maglietta fucsia coi brillantini. Nonostante io sia contraria, come principio, a giochi e vestiti differenziati per genere.

Sono talmente instaurati nel nostro modo di pensare, che al di là di quello che penso io, mi farebbero paura le prese in giro dei compagni a scuola.

(Il che la dice lunga sul nostro conformismo ups!)

Quello cui non avevo mai fatto caso, però, sono i messaggi nascosti:

  • le diverse aspettative che inconsciamente ci formiamo e trasmettiamo senza volerlo;

  • gli aggettivi che usiamo

  • gli esempi che forniamo quotidianamente;

  • le figure di riferimento che abbiamo;

  • i pregiudizi e gli stereotipi sulle predisposizioni.

Le nostre aspettative sui figli maschi e differenze di genere

Ad esempio, ci sembra normale immaginare un figlio maschio diventare ingegnere.

Difficile, però, che lo suggeriamo alle figlie.

Viceversa, quanti propongono a un bambino di fare il maestro di scuola materna?

Secondo alcune statistiche, i bimbi maschi sono addirittura meno presi in braccio e meno coccolati fisicamente. (Non so assolutamente come abbiano fatto a misurarlo..)

Commenti e aggettivi a fin di bene

Che dire dei commenti spontanei?

“Ma come sei carina!” esclamiamo quando la bimba si mette un bel vestitino nuovo.

Il corrispettivo maschile è più raro, non ci viene altrettanto naturale.

Il nostro esempio

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Come crescere figli maschi senza dare pregiudizi e stereotipi sulle differenze di genere?

Ci sono alcuni ruoli che assumiamo in modo talmente naturale che non ce ne rendiamo nemmeno conto. Se qualcosa si rompe in casa nostra, è il papà che aggiusta. I panni sporchi sono compito mio. Se i bambini non hanno davanti altri esempi in cui gli stessi compiti sono svolti da figure diverse, diventa quasi implicito dedurre che se sono figlio maschio, riparo e se sono figlia femmina, lavo.

Dopo aver indagato un po’ sull’argomento, mi sono stupita di quanti piccoli indizi io non avessi mai colto.

La quantità di libri per bambini pieni di illustrazioni in cui le mamme hanno il grembiule e stanno a casa, mentre i papà sono vestiti di tutto punto per andare in ufficio.

I dottori e le infermiere.

I direttori e le segretarie.

Certamente questo può in qualche modo corrispondere, o aver corrisposto, a un fermo immagine rappresentativo della realtà.

Ma il punto è che mostrandole ai bambini, perpetuiamo un’assunzione inconsapevole che rende più ovvio precludere certe strade e perpetuare questo status quo, anziché incoraggiare a cambiare le cose, a liberarsi da certi preconcetti.

Le figure di riferimento

Ho letto di alcuni studi ed esperimenti molto interessanti in merito.

In uno, dopo che in una classe erano state appese immagini di donne di successo in mestieri scientifici, i risultati scolastici delle ragazze erano aumentati.

Non è incredibile?

Pregiudizi e stereotipi

In un altro studio del CNRS in Francia, avevano assegnato a due gruppi di ragazzi del liceo una serie di test di calcoli a mente collegati a uno scanner cerebrale.

Ai partecipanti di un gruppo, prima del test è stato riferito che femmine e maschi ottengono in media punteggi equivalenti, mentre al secondo gruppo che c’è una differenza tra i risultati di maschi e femmine. Ma senza indicare chi ottenesse risultati migliori.

Nel primo gruppo, maschi e femmine hanno effettivamente ottenuto, in media, gli stessi risultati (cioè una riuscita al 75% degli esercizi). Nel secondo gruppo invece il livello di riuscita delle ragazze è sceso al 70%.

Quando si dice che le nostre aspettative influiscono sui risultati.. tanto che perfino i ricercatori di molti studi precedenti in cui i risultati mostravano una differenza tra i sessi, non sapevano fino a che punto la differenza fosse fa attribuire all’influenza degli stereotipi.

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#2. Come crescere figli maschi di fronte alle loro manifestazioni di aggressività?

Ogni bastoncino diventa spada o pistola, corde e lacci delle fruste; che si tratti di poliziotti, vigili del fuoco, pirati o esploratori, i bambini maschi che conosco arrivano a una fase in cui sembrano proprio attirati dallo scontro fisico.

Rimango sempre affascinata dal curioso contrasto tra il bisogno di mio figlio di stringersi a me come un bebè, e la sua voglia di fare la lotta col papà (o con chiunque altro, veramente).

Mi affascina perché la differenza con la sorella grande è appena percettibile: anche lei fatica a controllare gli impulsi quando si arrabbia, anche lei è molto “fisica”.

La vera differenza è nel gioco immaginativo.

Quando mia figlia si inventa i giochi, fa finta di essere mamma. O di volare come Peter Pan. Di essere una sirena, una principessa, o di avere poteri magici.

Non c’è mai violenza nelle storie che si crea.

Mio figlio, invece, trasforma i bastoni in fucili per uccidere i lupi, o in spade per colpire i pirati.

Sarà l’effetto delle favole, dell’immedesimarsi in certi personaggi, o è qualcosa di innato?

Considerando che è ancora digiuno di telegiornali e videogiochi violenti?

Bisogna preoccuparsi, correggere, reprimere, o lasciar stare perché “son ragazzi”?

In un documentario americano che avevo avuto l’occasione di guardare tempo fa, i professionisti intervistati assicuravano che l’uso della violenza nella fantasia e nei giochi è naturale (a causa di alcuni ormoni) e importantissimo nei bambini.

Reprimere questo istinto porta potenzialmente a sviluppare la convinzione di essere sbagliati, quel “C’è qualcosa che non va in me”.

L’equilibrio da trovare per crescere bene i figli maschi sta allora nel guidarli a rispettare gli altri.

Per esempio, spiegando che anche se è un gioco, non va bene far male; che non si può imporre il gioco se l’altro non ci sta.

Il ruolo dei videogiochi

Va bene allora tollerare i videogiochi o i film violenti? Sono sempre stata convinta che fosse meglio evitare, visto che siamo portati a imparare seguendo gli esempi che vediamo.

Mi sono poi imbattuta in una ricerca in merito.

I risultati hanno mostrato come i videogiochi che mostrano una violenza a scopo “benefico”, incoraggiando a comportamenti di cooperazione e aiuto, siano in realtà utili a far sviluppare gli stessi comportamenti nei giocatori.

Potrebbe interessarti anche: Cosa succede nella testa dei bambini davanti agli schermi

#3. Come crescere figli maschi? Il ruolo delle emozioni

Che posto e ruolo dare alle emozioni, all’emotività? Argomento spinosissimo.

Talvolta, le nostre reazioni si basano su alcune convinzioni nascoste. Come quando, ad esempio:

  • diamo valore al comportarsi “stoicamente”, senza far sapere agli altri che c’è qualcosa che non va;

  • consideriamo umiliante chiedere aiuto;

  • abbiamo dei pregiudizi su alcuni tratti come la riservatezza o l’espansività.

Queste convinzioni ci “fregano” perché non ci rendiamo conto di esserne influenzati nella nostra relazione ai bambini.

Per esempio, cosa diciamo quando il bambino cade e si fa male? Come reagisce la mamma, e come reagisce il papà? C’è empatia, c’è super protezione, o c’è un minimizzare con “Su, su, non è niente, sii forte e coraggioso e basta piangere”.

E se in casa ci sono un figlio e una figlia, le nostre reazioni sono le stesse per entrambi o senza che ce ne accorgiamo abbiamo un approccio diverso?

Non ci avevo mai veramente pensato.

Come non avevo mai riflettuto al fatto che un bambino “sensibile”, emotivamente espressivo, possa incontrare difficoltà a sentirsi accettato dal gruppo una volta adolescente.

Perché, nonostante tutto, ancora oggi l’immagine caricaturale veicolata dai media delle donne e degli uomini è poco rappresentativa della realtà.

E quindi poi è facile sentirsi inadeguati, sbagliati; non corrispondere.

Verso quale equilibrio tendere? Meglio espressivi ma inadeguati o repressi ma ben inseriti?

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Altri spunti concreti per rivedere le differenze di genere in casa

Credo che la casa debba rappresentare la sicurezza.

Il luogo dove finalmente possiamo tutti rilasciare le tensioni delle maschere che abbiamo indossato durante il giorno, per far parte del gruppo sociale.

E che quindi sia importante che anche i figli maschi abbiano non solo l’occasione, ma l’incoraggiamento ulteriore che serve loro a lasciarsi andare, esprimere come si sentono.

A sapere che vanno bene così, con tutte le loro sensazioni e lacrime e salti di gioia e abbracci.

Entrambe le figure dei genitori hanno un loro ruolo e una loro importanza, a tutte le età, anche se diverse.

Se è possibile, sia papà che mamma hanno un loro spazio da prendere.

Non possiamo cambiare i messaggi che i nostri figli ricevono in società, né controllare le loro interpretazioni; ma possiamo parlarne.

Possiamo fare domande; esprimere opinioni senza giudicare in caso di disaccordo.

Non c’è bisogno di costringere i bambini verso attività che a loro non piacciono, però approvare con un sorriso e una parola di incoraggiamento la bambina che aggiusta la bici e il bambino che fa la lavatrice, sì.

Così come è bello giocare per vincere.. ma incoraggiare la cooperazione e l’aiuto reciproco sviluppano empatia e sono utili a tutti. Maschi e femmine.

Fonti, riferimenti, approfondimenti

Ecco un elenco di siti, libri e articoli consigliati o da cui mi sono ispirata!

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24 commenti su “Come Crescere i Figli Maschi? 3 Grandi Domande sulle Differenze di Genere nell’Educazione”

  1. Ps: Come lettura insieme ai bambini consiglio: ‘nei panni di Zaff’; cosa succede quando la principessa sul pisello vuole diventare il portiere di una squadra di calcio? Ha un bellissimo finale!

    1. Grazie mille Giulia!! Sia per la tua testimonianza che per il suggerimento di lettura. Mi hai ricordato che anche mio figlio ha voluto mettersi lo smalto un paio di volte! E spesso mi chiede di mettersi il mio ombretto sulle guance, perché lo vede luccicante e colorato.. Faccio attenzione soprattutto a non dirgli cose tipo “ma no, è da femmine!”, insomma, a mantenere un atteggiamento il più possibile neutro e non giudicante. Già, una palla è solo una palla, finché non la rivestiamo di un significato simbolico.E là è tutto un altro paio di maniche.

      1. Trovo che questo articolo aiuti a riflettere sulla consapevolezza del proprio genere, ma allo stesso tempo a mantenere un rapporto equilibrato con l’emotività e con le caratteristiche che solitamente appartengono al sesso opposto. Ognuno di noi è un tesoro nascosto di potenzialità pronte ad emergere, questo articolo trovo sia un vademecum per educare i figli ad essere se stessi e a rispettare sempre il proprio prossimo 👌

  2. Cara Clio, grazie per leggermi nella mente. Eheh, scherzi a parte. Anche io ci penso ogni tanto, e ahimè quelle frasi si sentono molto spesso pronunciare, addirittura ho sentito un papà che esortava il figlio a non giocare con un pallone rosa! Ma una palla… è semplicemnte una palla!
    Credo che i tuoi e i miei figli e le nostre esperienze si somiglino molto, mi rivedo spesso in quello che scrivi, anche alla mia femmina piace arrampicarsi, vestirsi di paillettes ma finire irrimediabilmente con calze rotte e pantaloni bucati sulle ginocchia per via dell’atteggiamento vivace. Il maschio ha dalla sua la possibilità di giocare con molti giochi rosa e di cura della casa (cucina, mocio, passeggino), ma ho fatto fatica quando mi ha chiesto di mettergli lo smalto, pensando che poi magari mi sarei dimenticata di toglierlo prima del rientro a scuola e sarebbe stato deriso dai compagni. Cercherò di fare molta più attenzione anche nelle parole nell’eventualità di esortazioni automatiche in caso di caduta o similari, per capire se il mio atteggiamento differisce per l’uno o per l’altro. Grazie!

  3. Non ho figli maschi, non ho figlie femmine, non ho figli punto, questo è il classico articolo che eviterei proprio di leggere e in genere evito proprio la categoria, ma devo ammettere che ci sono spunti interessanti per giovani mamme, o per le famiglie in generale un post da cui potrebbero trarre diversi spunti, potrei sicuramente consigliarlo ad alcune amiche divenute mamme da poco.

  4. Credo non si debba far distinzione tra maschi e femmine si dice che andiamo avanti con gli anni ma mi sembra che dei paletti resti sempre sugli stessi pregiudizi

  5. io non ho figli ma devo dire che questa differenza cìè sempre stata e ci sarà sempre di più tenendo conto di tutte le problematiche che ci sono oggi…….

  6. Siamo pieni di stereotipi ed è molto difficile cercare di far capire al bimbo qualcosa di diverso che la società fa vedere. Ho trovato il tuo articolo molto interessante.

    1. Grazie Chiara! Penso che un buon sistema sia stimolando il pensiero critico del bambino, facendogli domande: “secondo te è giusto che..? Tu come faresti?” così almeno si abituano a non accettare sempre come definitiva l’opinione altrui o lo status quo.

  7. Un’analisi sintetica ma al tempo stesso approfondita, un ottimo spunto di riflessione e un utile invito ad interrogarsi sui propri comportamenti da genitori.
    Grazie!

    1. Grazie mille Joyce! Penso di aver toccato solo la punta dell’iceberg, ma hai proprio colto il mio intento che è quello di rivedere i propri comportamenti in quest’ottica, visto che tanto spesso non ci pensiamo affatto.

  8. io ho due femmine mia sorella due maschi. a loro è mancata tantissimo la presenza dei genitori in casa e oggi sono davvero difficili da contenere. Ho suggerito attività sportive per farli scaricare di tutte le energie ma pare che appena si pronunci la frase sport ai genitori venga male. Eppure io che cmq di esperienza ne ho parecchia vedo che chi ha figli maschi che frequentano attività sportive li ha più sereni, felici e soprattutto obbedienti e ligi al dovere.

    1. Ciao Sheila, grazie per il tuo contributo. Sono convinta anche io che l’attività sportiva faccia un gran bene, e penso sia ai maschi che alle femmine!

  9. Non sono madre, ma io li educherei allo stesso modo. Insegnerei a mia figlia a difendersi e a far valere le proprie idee, senza farsi mettere i piedi in testa. A mio figlio, invece, insegnerei che la gentilezza fa molto di più della violenza e che bisogna avere sempre rispetto degli altri

  10. Davvero un articolo ben scritto con tanti punti di riflessione. Io non sono una mamma, non mi sento né pronta né sono sicura di volerli dei figli ma mi hai aperto gli occhi su un argomento di cui so poco e si da tutto molto per scontato.

  11. Sono mamma di una femmina e un maschio e proprio a proposito di libri cerco sempre di scovare quelli meno stereotipati possibili e ripeto sempre che possono essere ciò che vogliono, io li amerò e li sosterrò. Al momento sto “lottando” contro i nonni paterni che da quando è nato il maschio hanno fatto gli occhi a cuore perché sarà colui che porterà avanti il cognome e fanno delle differenze assurde con le nipoti femmine. Spero che la generazione dei miei figli riuscirà a superare tutto questo.

    1. Eh certe abitudini e convinzioni sono dure a morire vero? Ma intanto visto il messaggio che tu stai passando, sono sicura che capiranno. Anche io nutro la speranza che dai e dai, con la prossima generazione le cose cambieranno!!

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