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Lavorare da casa con i bambini.. Missione (im)possibile? Una guida in 7 step

In questo periodo in cui quasi tutti i paesi del mondo prevedono misure di confinamento di qualche tipo, i genitori si trovano spesso costretti ad allenarsi a un nuovo sport olimpico: lavorare da casa badando ai bambini contemporaneamente. E se da un lato si considerano fortunatissimi ad avere questa possibilità, dall’altro si fanno prender dai sensi di colpa davanti alla fatica e alla frustrazione che “di tanto in tanto” fanno capolino.. È davvero una missione impossibile o ci sono degli accorgimenti che ci possono alleggerire il compito?

Lavorare da casa coi bambini, un gioco da ragazzi? Provare per credere

Lunedì mattina, ore 6. Cosa ci fa una mamma al buio, in silenzio, battendo febbrilmente sulla tastiera?

Nulla di illegale. Nessun complotto né piano di spionaggio segreto. Sta preparando il piano di attacco. Le attività da far fare ai bambini durante la quarantena a casa, mentre lei e il marito lavorano.

O almeno, quella ero io. Piena di buone speranze.

“Ok bambini. Adesso facciamo finta che siamo a scuola. Suona la campanella e facciamo una prima attività insieme, e poi quando suona di nuovo, voi fate un po’ di pittura e io lavoro!”

Un coro di entusiastici evviva sarebbe stata la giusta ricompensa ai miei occhi. Ma naturalmente, è stata invece sostituita da una serie di proteste.

Un’ora di tentativi di motivazione dopo, ho finalmente guadagnato la sedia della scrivania. Dieci minuti di riscaldamento per controllare mail e notizie, trovo la concentrazione giusta, inizia il flusso dei pensieri produttivi quando..

“Mammaaaa! Ho finito! Mi annoio! Cosa posso fare? Quando hai finito? Mamma! Voglio giocare con te! Mamma!”

Ok. Forse la mia pianificazione ha bisogno di qualche aggiustamento.

Al secondo giorno, i miei bambini iniziano a mostrare segni di rifiuto davanti all’ennesimo progetto artistico, e la loro camera sembra, letteralmente, una discarica.

La verità mi colpisce forte e duro: lavorare mentre i bambini sono a casa senza ricorrere a 8 ore non stop di cartoni e film sarà una bella sfida. E le mie aspettative devono ridimensionarsi, o ne usciremo tutti frustrati e delusi.

Primo obiettivo? Cercare tutte le risorse che trovo. E poi mettere in pratica, aggiustare, riprovare.

Siccome so che tu devi aver già ricercato tutte le attività possibili e immaginabili, mi atterrò invece a dei consigli organizzativi il più possibile pratici e poco scontati.

L’organizzazione per i bambini quando dobbiamo lavorare da casa

Inizio con tutto quello che mi è stato più utile finora, per punti:

  1. Mantenere una routine chiara e condivisa, anche se più flessibile

  2. Riempire il serbatoio affettivo dei bambini a intervalli regolari prima di ogni altra attività, in base all’età e ai loro bisogni specifici

  3. Muoversi insieme

  4. Guidare un po’ i tempi di noia

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1. La routine condivisa

Che i bambini siano abitudinari e traggano sicurezza da una routine sempre uguale, lo sappiamo. Resta da capire come fare ora che siamo invece un po’ scombussolati..

Il mio primo errore è stato elaborare un piano di attività molto stretto senza mai coinvolgere i miei figli..

Perché è più difficile farsi coinvolgere in qualcosa che ci viene imposto, giusto?

L’ideale allora è mettersi tutti insieme intorno a un bel foglio e prendere nota delle esigenze e delle idee di tutti.

Indichiamo noi, in modo chiaro, i momenti in cui non possiamo essere disponibili per i nostri bambini, e chiediamo loro cosa ritengono importante per la scuola.

Il margine di scelta ovviamente varia con l’età, per i più piccoli la scelta potrà essere più limitata a delle opzioni date da noi.

Se abbiamo bisogno di un po’ di rigore nel rispetto degli orari, possiamo mettere un timer o stabilire un segnale chiaro per indicare il passaggio da una fase all’altra.

Io uso il timer del forno e i bambini lo chiamano la campanella..

Magari ci vorrà qualche aggiustamento qua e là, e anche in questo caso possiamo discuterne insieme ai bambini per trovare una soluzione condivisa.

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Foto di Marcus Spiske su Unsplash

Tra gli indispensabili da mettere nel planning?

  • Un momento tutti insieme, con un’attività da far decidere ai bambini (faciliterà tantissimo la loro collaborazione);

  • Il chi fa cosa per aiutare in casa;

  • il riposo di mamma e papà (compatibilmente con l’età dei bambini, naturalmente)

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2. Il bisogno di attenzione, a ogni età e ogni bambino il suo

Ci sono bambini che riescono a restare concentrati da soli su un’attività che li appassiona, e altri che vengono a reclamarci ogni 5 minuti..

Aggiungo anche che lo stesso bambino può non manifestare la stessa capacità di autonomia da un giorno all’altro.

So quanto sia difficile per noi adulti rimandare la chiusura di un documento cui ci mancavano giusto gli ultimi dettagli, o interromperci proprio nel mezzo del nostro flusso di concentrazione produttivo..

Ma è un investimento di lungo periodo: immagina che il tuo bambino funzioni a pile di attenzione. Quando la pila è carica, il bambino riesce a badare tranquillo alle sue cose. Quando la pila si sta svuotando, inizia a reclamare la nostra attenzione perché lo ricarichiamo. Se aspettiamo che la pila sia completamente scarica, allora là si può scatenare il finimondo al primo disappunto (la forma varia da bambino a bambino: pianti, comportamenti violenti o sopra le righe, grida, qualcosa di rotto, eccetera.)

Nel momento in cui il nostro adorato pargoletto inizia a reclamarci, è un primo segnale, e ignorarlo troppo a lungo ci porta verso la pila scarica.

Se, invece, dedichiamo dieci minuti di piena attenzione, di buon grado, il bambino sarà più ben disposto a collaborare, e a stare da solo.

Ancora meglio, nella nostra pianificazione giornaliera, pensiamo ad anticipare proprio come faremmo con un lungo viaggio e le soste in autogrill per riempire il carburante dell’auto.

Come? Alternando i momenti in cui siamo indisponibili a quelli in cui ci dedichiamo ai figli, con un ritmo da aggiustare in base a età e esigenze specifiche.

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Indicazioni in base all’età

Ecco qualche indicazione di massima!

Tra i 12 e i 18-24 mesi

Inutile illudersi, in questa fascia d’età i bambini hanno bisogno di attenzione quasi costante, sarebbe utopistico sperare di lavorare indisturbati per ore.

Detto ciò, è possibile stimolare il gioco indipendente, creando magari uno spazio ad hoc ben delimitato e facendo attenzione a ruotare regolarmente i giochi e materiali a loro disposizione, in modo da mantenere l’effetto novità.

Restando al loro fianco, una volta riempito il loro serbatoio affettivo, possiamo lasciarli esplorare intervenendo solo quando sollecitati dai bambini con sguardi e commenti di apprezzamento, ma senza entrare in una interazione attiva vera e propria.

Fin da questa età è fondamentale stabilire dei momenti chiari in cui dedichiamo la nostra piena attenzione ai bambini, come il cambio, i pasti, un momento di gioco eccetera. Questo permetterà al bimbo di poter pazientare un pochino tra un momento e l’altro, mentre noi finiamo il nostro lavoro.

Tra i 2 e i 3 anni

Questa è, secondo la mia esperienza, l’età più impegnativa dal punto di vista dell’attenzione attiva che viene richiesta al genitore, perché nanne e riposini diminuiscono sensibilmente, e man mano che aumentano le capacità fisiche del bimbo, aumenta anche la voglia di esplorare.

Sono in grado di giocare e partire per le loro esplorazioni anche da soli ma tipicamente rimangono indisturbati per periodi di circa 20 minuti.

Tra i 4 e i 6 anni

Si allunga un po’ il tempo medio di attenzione per arrivare a circa mezz’ora. La maestra di mio figlio ci ha spiegato, ad esempio, come a scuola svolgano attività guidate come pittura, manipolazione, e simili per massimo mezz’ora fino a 3 volte durante la giornata, mentre il resto del tempo è gioco libero.

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Un esempio di gioco manipolativo che possiamo fare facilmente per esercitare la scrittura in modo ludico

Dopo i 6 anni

A questo punto, molto probabilmente avrete compiti e materiale fornito dalle insegnanti. La capacità di concentrazione si allunga ma il tempo di studio e attività scolastiche resta molto diversa a casa rispetto alla scuola – e non più di una o due ore di seguito.

3. Lavorare da casa coi bambini e far movimento: come e quando e perché

Non possiamo uscire, e se abitiamo in un condominio, anche correre e saltare diventano opzioni limitate.

Muoversi però resta un bisogno fondamentale per lo sviluppo dei bambini, e anche per il loro apprendimento.

Alternare momenti calmi a momenti ludici in movimento eviterà le esplosioni di tensione e gli scatti d’ira violenti tra fratelli e sorelle.

Per aiutarti nell’organizzazione settimanale, ho pensato di condividere con te la base che mi è servita per organizzarmi coi bambini; una piccola guida con degli esempi di attività divise per categoria, tra cui quelle di brain gym con cui cerco di iniziare le nostre giornate.

4. Come fare con la noia

La noia stimola la creatività, fa bene allo sviluppo cerebrale, ed è bene non programmare al minuto le giornate dei bambini.

Resta però vero che quando i bambini si annoiano possono diventare difficili: penso al mio bimbo di 4 anni che inizia a ripetermi in loop “Mamma mi annoio. Mamma cosa posso fare?” Ovviamente rifiutando ogni mia proposta.

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“Mamma, non ne possiamo più di fare la pittura..”

Ho trovato su un blog francese una proposta che mi è sembrata davvero intelligente: la scatola della noia.

Si prende insieme ai bambini una bella scatola e dei bigliettini su cui scrivere insieme tutta una serie di attività:

  • scrivere una lettera ai nonni;
  • disegnare un ritratto di famiglia;
  • fare una capanna sul letto;
  • decorare le uova;
  • inventare una storia e disegnarla;
  • fare una collana con la pasta;
  • inventare una storia con le bambole;
  • organizzare una corsa a ostacoli in casa;
  • fare una casa per le bambole con una scatola di cartone;
  • fare le marionette coi calzini spaiati;
  • organizzare un nascondino coi peluche..

La scatola viene affidata ai bambini perché nei momenti di noia possano pescare una carta e fare l’attività indicata (ecco perché è fondamentale il loro coinvolgimento nella scelta delle attività da indicare..)

Lavorare da casa coi bambini, l’organizzazione per noi genitori

Certamente il grado di difficoltà aumenta a seconda dell’età e del numero dei figli, del tipo di lavoro che facciamo, se siamo da soli o in due, se abitiamo in un piccolo appartamento in città o in una casa con giardino eccetera..

.. e averne consapevolezza può quantomeno aiutarci a calibrare le nostre aspettative!

Ecco però alcune riflessioni-guida:

  1. Apprezzare ogni giorno quello che funziona

  2. Dare più che mai priorità al riposo

  3. Controllare i pensieri su cui indulgiamo

5. Il sostegno di coppia, quando si può

Personalmente, ho trovato che sia molto utile, a fine giornata, avere un breve scambio onesto su cosa ha funzionato e cosa no, per aggiustare il tiro.

L’idea non è quella del sacrificio congiunto, ma di unire le forze rispettive per organizzarsi al meglio.

E a questo proposito, ricordarsi di dire grazie.

Non so tu, ma ho notato che spesso ci abituiamo anche alla ripartizione dei compiti, e finiamo col dare per scontato che sia sempre l’altro che lava i piatti o prepara la cena, ad esempio.

Ora, certo che ognuno fa la sua parte come può, e magari uno dei due lava sempre i piatti perché si rilassa e gli viene meglio, mentre il partner cucina perché è la sua passione; ma comunque riconoscere e apprezzare il contributo altrui fa sempre bene a entrambi.

In modo particolare in momenti come questo.

Eviteremo così di accumulare risentimento e cattivi pensieri.

6. Perché dare priorità al riposo per lavorare da casa coi bambini

Ricordi quanto dicevo sopra sul vedere i nostri bambini come gli orsetti dell pubblicità delle pile? Ecco, vale lo stesso anche per noi.

Anzi, c’è uno step in più: se non ci ricarichiamo noi, non siamo neanche in grado di ricaricare i bambini.

Perché è vero che abbiamo eliminato i tragitti, gli spostamenti, le riunioni e gli impegni sociali; ma abbiamo colmato il vuoto con gli impegni scolastici dei bambini a casa. (Senza contare gli effetti che ansia e tensione hanno sul nostro livello energetico.)

Il riposo diventa più che mai un bisogno prioritario da non trascurare.

Ricordati l’immagine delle pile.

7. Coltiviamo i pensieri

Basta ascoltare un telegiornale per venire invasi dall’ansia, partire per la tangente, e quindi essere lontani mille miglia dal nostro bimbo che ci tira il lembo dei pantaloni.

E torniamo al primo paragrafo sul riempire il serbatoio.

Non solo è necessario fare un uso consapevole di TG, giornali e social..

Ma anche dei pensieri su cui indulgiamo.

La tentazione di partire con vittimismo e lamentele è fortissima.. e pericolosa:

  1. ci impedisce di apprezzare il presente e

  2. fa coltivare risentimento (in un periodo in cui siamo tutti stretti stretti in casa insieme, il risentimento è l’ultima cosa di cui abbiamo bisogno).

I bambini non ci vogliono ascoltare mentre spieghiamo loro l’esercizio di matematica? Restiamo zen, non siamo prof.

Mentre sfioro il litigio con mia figlia  mi devo ricordare: vale la pena arrabbiarsi e incrinare il rapporto per un esercizio? Probabilmente no.

Tanto più che da arrabbiati e offesi si impara poco.

Vale la pena prendersela coi bambini perché ci interrompono? Facciamo finta che siano i clienti, i colleghi e i capi di quando siamo in ufficio; tireremo fuori tutte quelle risorse di cui disponiamo già dopo anni di esperienza!

Fonti, riferimenti, approfondimenti

Ecco un elenco di siti, libri e articoli consigliati o da cui mi sono ispirata!

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15 commenti su “Lavorare da casa con i bambini.. Missione (im)possibile? Una guida in 7 step”

  1. Una rticolo veramente interessante, anche se non ho figlié sicuramente utile ai genitori in questo periodo così particolare.

  2. Noi non abbiamo figli, capisco che possa essere piuttosto impegnativo in questo periodo lavorare e cercare di tenerli occupati ma d’altra parte sono una gioia immensa…..
    vedo di girare il tuo post alle mie amiche

  3. Buongiorno e grazie per i consigli, come sempre preziosi!
    Credo che ognuno di noi abbia elaborato le sue strategie di ‘intrattenimento’, molto più difficile invece mantenere la calma quando l’organizzazione in qualche modo salta…
    per questo ho trovato molto utile la parte relativa al ringraziamento, alla collaborazione con il partner, a valorizzare gli aspetti positivi delle giornate.
    Buon lavoro a tutti!

  4. Non ho figli ma sto lavorando da casa. E non è semplice già così. Perché comunque sono a casa con i miei genitori e mia sorella e gestire le cose in quattro è difficilissimo e complesso, perché siamo in quattro a dover coabitare gli stessi spazi lavorando, facendo riunioni skype, quindi c’è casino, si alza la voce e tante altre cose. Con bambini in giro per casa non è cosa semplice. Sicuramente va meglio se i bambini sono piccoli piccoli perché comunque dormono anche molto. I bambini dai 5 ai 10 anni penso che siano i più complicati da gestire a livello di voglia continua di giocare e non annoiarsi mai. Quelli più grandicelli invece hanno a che fare con la scuola online e i compiti e quindi subentra un altro livello di complicazione. Non è facile per nessuno questo periodo, ma hai dato degli ottimi consigli per gestire questo momento nel migliore dei modi se hai dei bambini in casa

  5. Ehhh lavorare da casa con i bambini è davvero uno pseudo dramma per me. Sicuramente sbaglio qualche tuo punto perché nonostante cerchi di fargli capire i momenti giusti se ne esce sempre fuori con qualcosa per interrompermi. Secondo me lo fa apposta ma shhhh, non diciamolo. 😉
    Detto questo, ottimi consigli e spunti da mettere subito in pratica per migliorare la mia situazione organizzativa. Grazie!
    Buona serata
    Luna

  6. tutto è possibile con i bambini in casa l’importante è educarli e trovare un modo per tenerli allo stesso tempo, impegnati

    1. Ciao Mara grazie per la tua testimonianza! Tu come fai per seguire lavoro e bambini contemporaneamente? C’è un’abitudine che ti ha aiutata più di altre?

I commenti sono chiusi.

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