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Gli effetti delle sculacciate? Niente di buono, e lo dicono tutte le ricerche

Che sarà mai, una sculacciata ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno. Bisogna ben insegnarle le regole a questi bambini! Noi siamo cresciuti così, e non ci è mica successo niente! O forse dovremmo dire.. Nonostante noi siamo cresciuti così, non ci è successo niente? Non perdere la pazienza a volte è proprio difficile; insegnare, guidare nel rispetto di tutti quando siamo stanchi e di corsa sembra impossibile, senza urla, punizioni, minacce, e magari qualche sculacciata.. Ma attenzione: trovare altri sistemi non solo si può, sarebbe anche meglio. Niente sensi di colpa qui. Ma sempre più ricerche ci dimostrano che le sculacciate hanno effetti di lungo periodo non proprio positivi per i nostri bambini. Forse sarebbe il caso di parlarne.

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Siamo sicuri che le sculacciate non abbiano effetti negativi?

Quanto è faticoso tirare su un figlio..

Dite:
è faticoso frequentare i bambini.
Avete ragione.
Poi aggiungete:
perché bisogna mettersi al loro livello,
abbassarsi, inclinarsi, curvarsi,
farsi piccoli.
Ora avete torto.
Non è questo che più stanca.
È piuttosto il fatto di essere
obbligati ad innalzarsi fino all’altezza
dei loro sentimenti.
Tirarsi, allungarsi,
alzarsi sulla punta dei piedi.
Per non ferirli.

Janusz Korczak – “Quando ridiventerò bambino”

Quando non conosciamo gli effetti delle sculacciate..

Mia figlia ha sempre avuto un carattere “forte” : che è una cosa positiva. Glielo invidio: sa cosa vuole, e va fino in fondo per ottenerlo.

Quando però hai di fronte un pargoletto di 2-3 anni che ti guarda con occhi di sfida perché non vuole assolutamente lavarsi i denti, mettersi il pigiama, aiutarti a mettere a posto i giocattoli appena sparsi sul pavimento, e tu sei giusto sfinito, fatichi un pochino a vederlo, questo lato positivo.

Eppure mi reputo una persona affettuosa, buona. Mi arrabbio difficilmente, e prima di aver figli, pensavo di avere un forte auto-controllo.

Proprio perché son cresciuta con un’etichetta da “sei troppo buona”, ero particolarmente sensibile a tutti quei commenti tipo :

“se non dai delle regole chiare, pensa cosa sarà tua figlia da adolescente!”

“Sei troppo molle”

“Non vedi come fai fatica a farti obbedire?”

E diciamolo: chi non ha mai dubitato di sé come genitore?

.. e la società ci dice che “è così che si fa”

C’era sicuramente la parte di me che voleva “agire per il bene di sua figlia”; ma c’era anche, più nascosta, la parte che voleva mostrarsi come una brava madre, competente, sicura di sé, che sa come “gestire” i propri figli.

E allora oscillavo tra la mia naturale predisposizione alla dolcezza e gli input esterni di forza, sollecitati dalle risposte sfrontate del mio angioletto.

Eccola, mia figlia, che si rifiuta di acconsentire alla mia richiesta. Ho dimenticato quale fosse l’oggetto della disputa.

Ricordo gli occhi che mi fissavano con sfida, come a dire “voglio proprio vedere come pensi di impormelo, mamma!”;

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Be’ mamma? Cosa pensi di farmi?

e le mille voci nella mia testa “non sai neanche farti obbedire adesso che ha 2 anni, cosa farai quando ne avrà 15?”

Ed è stato allora che ho ceduto. Le ho dato uno schiaffo.

Perché non doveva permettersi.

Non era la prima volta; era successo un’altra volta, di fronte ai nonni.

Oggi so che volevo dimostrare loro che “sapevo gestire la situazione”, alla loro maniera.

Ma quella volta, il senso di colpa, forse perfino la vergogna mi ha sommerso come un’onda gelida. Perché gli occhi hanno continuato a fissarmi, traditi.

Ed è stato allora che qualcosa dentro di me mi ha detto che doveva esserci un altro modo per farsi ascoltare.

Quali effetti delle sculacciate su mia figlia?

Non sapevo ancora, all’epoca, che anche quelle piccole sculacciate potevano avere degli effetti:

  • sul cervello di mia figlia (poiché la maggior parte delle connessioni cerebrali si creano tra 0 e 5 anni)

  • sull’immagine che lei si stava creando di sé

  • sull’immagine che lei si stava creando del nostro rapporto.

  • sulle sue relazioni future con gli altri

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Come costruire una sana immagine di se stessi?

Lo so cosa probabilmente stai pensando. Lo capisco, l’ho pensato anche io tante volte.

Me lo sento ripetere ancora da amici e familiari:

  • Una sculacciata ogni tanto non ha mai fatto male a nessuno

  • Devi insegnare ai bambini che esistono delle regole e dei limiti, e se non lo capiscono con le buone, bisogna usare le maniere forti

  • Mio padre (o mia madre) ce le dava e non per questo siamo cresciuti male

Il mio intento non è giudicare, porre una separazione tra “io ho ragione e voi avete torto” o simili.

Qualche sculacciata sì, e la violenza ?

Sono arrivata, col tempo, con tante letture e scambi, a credere fermamente che un’altra strada sia possibile, che porti a far crescere dei futuri adulti meno inclini a usare la violenza in generale, verbale o fisica che sia; più in equilibrio con loro stessi.

E se una sberla forse non ha mai fatto male a nessuno, non possiamo non dire che la società di oggi avrebbe bisogno di un po’ meno violenza qua e là.

Solo per riportare qualche cifra (presa dal sito dell’istat):

“In Italia, il 31,5% delle donne tra 16 e 70 anni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale; Nel 2014 sono il 26,4% le donne che hanno subito violenza psicologica od economica dal partner attuale e il 46,1% da parte di un ex partner.”

Mi dirai, che c’entra questo con il dare una sculacciata ogni tanto a un bambino?

Cosa si intende con Violenza Educativa Ordinaria

Vediamo allora cosa succede quando usiamo una qualche forma di violenza con un bambino. E con questo intendo:

  • sberle e sculacciate

  • grida e minacce

  • punizioni

  • commenti sarcastici (tra l’altro, i bambini piccoli non sono ancora in grado di capire l’ironia..)

Perché i bambini “se le cercano”

Partiamo da questo. Sai quando tuo figlio si impunta e ti fa una sceneggiata, magari corredata da calci e urla in pubblico?

Molti dei comportamenti che noi definiamo come “inappropriati” (in realtà perfettamente normale all’età del bambino) dipendono in realtà da un accumulo di tensioni che il cervello del bambino non ha le capacità di gestire.

Questo accumulo di tensione può essere dovuto a

  • stanchezza

  • fame/sete

  • bisogno di contatto fisico amorevole / di attenzioni dalla parte del genitore

  • bisogno di movimento (se per esempio i bambini sono stati costretti a restare seduti o fermi)

  • ricerca di stimoli

Gli effetti delle sculacciate sul cervello

Se, in risposta a questa tempesta emotiva, noi urliamo a nostra volta o picchiamo, il cervello del bambino viene sovraccaricato ancor più dallo stress (ne abbiamo parlato le scorse settimane).

Gli ormoni dello stress inondano il corpo, e il cervello ordina il rilascio della tensione in questo modo :

  • facendolo urlare o piangere ancora più forte

  • facendolo muoversi in modo “incontrollato”: con calci, buttandosi per terra, ecc.

  • restando bloccato dalla paura

È l’attivazione ripetuta dell’allerta cerebrale scatenata dalla paura che può provocare, nel tempo, danni come i disturbi d’ansia

Gli effetti delle sculacciate: 8 ragioni per lasciar perdere

Leggendo, ho iniziato a dubitare, che non potesse essere quella la strada per insegnare ai miei bimbi il rispetto delle regole..

Ma oscillavo tra il vecchio e il nuovo, le mie sensazioni e la mia insicurezza (se lo fanno tutti..!)

Sai quando il tuo istinto ti sussurra qualcosa, ma non sai ancora razionalizzarla? E quindi lasci spazio alle vocine che ti dicono “ma che vuoi saperne tu; queste sono cose da alternativi; non funzionerà mai e poi ti ritroverai con un’adolescente ribelle, e come farai a gestirla allora?”

Solo che adesso ci sono i dati, le ricerche, le voci “ufficiali” che lo dimostrano. Ci sono perfino le leggi che lo vietano: niente sculacciate ai bambini.

Ecco qualche motivo in più che mi ha fatto cambiare idea..

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I bambini vedono, e imitano

1) I bambini ci imitano

Noi siamo il modello, l’esempio per i nostri figli; picchiare, urlare, minacciare, eccetera, insegna loro che è così che si risolve un conflitto.

2) Sculacciate e altre forme di violenza non insegnano

Se le sculacciate funzionano sul momento, non sono un sistema efficace sul lungo periodo.

Il comportamento inappropriato risponde a un bisogno più o meno nascosto del bambino, e soltanto se interveniamo su questo bisogno risolveremo il problema.

Se l’aggressività del bambino è una reazione a una tensione accumulata nel corso della giornata, aggredirlo a nostra volta non farà che peggiorare le cose.

3) Sculacciate per amore?

Il messaggio implicito, sottinteso e incosciente, è che ci siano dei buoni motivi per meritare botte o sgridate/insulti.

Che sia quindi lecito “essere picchiati per amore”. Questo tipo di messaggio resta codificato nel cervello anche se in modo latente e non cosciente, e può ritornare più tardi, da adulti, quando l’individuo dovesse trovarsi in una situazione in cui si sente “minacciato”, a rischio di perdere quell’amore di cui a bisogno. Non ti ricorda il profilo di chi commette violenza sulle donne?

4) Dare sculacciate è inutile e.. ingiusto

Oltre che inutile a lungo termine, come sistema è pure un filino ingiusto.. poiché non tiene conto del bisogno che ha scatenato il comportamento, né l’inoffensività del bambino.

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Non è giusto!

5) Le sculacciate non incoraggiano a far meglio

Anche le ultime ricerche scientifiche sugli adulti hanno dimostrato che per motivarci a fare meglio, un incoraggiamento basato sulle nostre reali capacità funziona infinitamente meglio di una sgridata o una presa in giro.

Prova a immaginarti a commettere una mancanza sul lavoro. Ora, prova a immedesimarti : in un caso, il tuo responsabile dice davanti a tutti :

“Ma non ti vergogni, con l’anzianità che hai, commettere una dimenticanza da pivellino? Non meriti neanche che io ti parli!”

In un altro caso:

“Forse dobbiamo rivedere il carico di lavoro e l’organizzazione dell’équipe, per fare in modo che tutti abbiate le condizioni ottimali per dare il meglio. Sono sicuro che troveremo insieme il modo per rimediare e fare sempre meglio”

In quale situazione ti sentirai confortato e motivato a dare il massimo per la tua azienda?

Con un bambino, non è molto diverso. Come possiamo aspettarci che chiunque abbia voglia di migliorarsi e dare il meglio di sé, quando è sottoposto a paura o vergogna, o peggio, quando sente che a causa del suo comportamento, non è più desiderato o amato?

Una sana autostima dipende anche e soprattutto da quanto siamo stati accettati e amati incondizionatamente, cioè anche quando non ci siamo comportati “bene”.

Solo così non associamo più il nostro valore al risultato delle nostre azioni, ma siamo consapevoli di meritare amore e stima a prescindere.

6) Queste piccole o grandi forme di violenza creano confusione nella mente dei più piccoli.

Le persone che hanno il compito di proteggerci e amarci, sono anche capaci di farci male.

Questa associazione “amore/dolore” può essere pericolosa più tardi. La memoria per immagini funziona molto prima di quella verbale, e questo fa sì che il nostro inconscio registri delle informazioni “non razionalizzate” dall’uso della parola. Che però, restano, e possono (o no) emergere più tardi sotto forma di reazioni automatiche a certe situazioni..

Diventa normale, insomma, concepire che in una relazione d’amore ci sia della sottomissione e l’uso della forza sul più debole; che vada bene picchiare per correggere, picchiare per amore.

7) Le sculacciate distolgono l’attenzione dal rimedio al comportamento negativo

I sentimenti generati nei bambini, come la vergogna, l’incomprensione, il sentimento di ingiustizia subita e il conseguente desiderio di vendetta.. in realtà distolgono il bambino dal capire cosa c’è di male in quello che ha fatto.

Anziché cercare di rimediare, l’impulso sarà o di vendicarsi, o di nascondersi la volta successiva, o di sentirsi inadeguato.

8) Le violenze anche occasionali influiscono sul cervello

Lo sviluppo emotivo e sociale del cervello subisce un intoppo. Più o meno importante secondo la ripetitività dell’uso della violenza, ma pur sempre un intoppo.

Non perdere il poster per insegnare a tuo figlio a gestire un litigio!

Visti gli effetti, perché continuiamo a dare le sculacciate?

Ci sono diversi motivi. Intanto, perché ci sentiamo “minacciati” dalle tempeste emotive dei bambini.

Ci disturbano, perché non le capiamo, perché non corrispondono ai nostri codici di comportamento.

Perché ci obbligano a interrompere quello che stiamo facendo, e a cercare di capire, di andare a fondo.

Le sculacciate o le punizioni, invece, ci danno l’impressione di poter “gestire facilmente e immediatamente” la situazione, di avere “il controllo”. Sono io che comando, e tu mi devi obbedire, con le buone o con le cattive.

Anziché “Ti mostro come fare, ti sostengo e ti sono da guida perché tu possa crescere bene”.

effetti-delle-sculacciate-genitori-guidaE poi, perché siamo tutti stati cresciuti così.

Storicamente, i diritti dei bambini hanno cominciato ad emergere solo negli ultimi decenni.

Siamo cresciuti così e quindi cresciamo nello stesso modo i nostri figli, in parte perché questi meccanismi involontari sono rimasti registrati nel nostro cervello, in parte perché la società lo considera ancora normale o quantomeno accettabile.

Possono esistere violenza e soprusi “a fin di bene”?

Il dibattito è aperto.

Nel frattempo, resta dimostrato che violenza genera violenza. Senza se e senza ma.

Fonti, riferimenti, approfondimenti

Questo articolo è il frutto di diversi anni di letture, ripensamenti, discussioni. Non tutte le fonti e i libri che mi hanno aiutato sono in italiano. Ti elenco quindi una serie di opere disponibili in lingua italiana di autori che mi hanno ispirato lungo il percorso. Non sono tutti l’esatta traduzioni di quelli che ho letto io, ma sono sicura che saranno tutti un utile approfondimento.

Più in basso, troverai invece un elenco di siti e articoli consigliati o da cui mi sono ispirata, questa volta lasciando anche quelli in inglese o francese.

Il movimento contro le cosiddette “Violenze Educative Ordinarie” è molto forte in Francia, tanto da aver spinto il Parlamento a votare una prima proposta di legge che le vieta (30 novembre 2018).

Il Consiglio d’Europa sostiene e lavora attivamente per far in modo che i suoi 47 stati membri mantengano l’impegno preso nell’Agenda del 2030 per lo sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, in particolare l’Articolo 16.2 sulla fine di TUTTE le forme di violenza contro i bambini.

Vicino a noi, le forme di violenza educativa ordinaria sono legali oltre che in Italia, anche in Regno Unito, Repubblica Ceca e Svizzera; dei 47 Stati membri del Consiglio d’Europa, 32 su 47 le proibiscono ufficialmente (fonte); nel mondo, 54 Stati le hanno proibite ufficialmente, incluso in casa (fonte).

La biblioteca di riferimento

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Gli articoli sul web

In italiano:

In inglese:

In francese:

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