gelosia del fratellino quando arriva un secondo titolo

Gelosia del fratellino. Come aiutare il primogenito ad accogliere il secondo?

La gelosia è un sentimento complesso da descrivere, ci hai mai pensato? Prova a pensare all’ultima volta che sei stato geloso. Sei riuscito a riconoscerne i sintomi e a razionalizzarli? A esprimerli in maniera equilibrata? Non è così evidente, vero? Ecco, ora puoi immaginarti cosa debba essere per un bimbo di 2-3 anni la gelosia del fratellino, e imparare a diventare fratello o sorella maggiore. Gelosia istruzioni per l’uso! (E mi raccomando : maneggiare con cautela!)Jealous toddler seeing baby brother

Premessa

Il sito della Treccani definisce la gelosia come un sentimento di “ansia, sospetto, possessività, umiliazione e incertezza, causata dal timore di perdere o non ottenere l’affetto della persona amata perché essa preferisca altri”.

Mi sembra importante tenerlo a mente per immedesimarci meglio! (Ricorda, l’empatia è la chiave di tutto nelle relazioni 😉 )

Poiché il soggetto è vasto e complesso e può assumere molteplici forme (vedi i numerosi e terribili casi di femminicidio di questi ultimi anni, causati molto spesso da gelosia mal repressa)- mi sembra meglio, per oggi, delimitare il terreno :

parliamo di bambini piccoli, in particolare dove il primogenito diventa tale in un’età tra 1 e 5 anni. Alcune considerazioni valgono anche dopo, ma le dinamiche non sono esattamente le stesse.

Vediamole insieme!

La mia esperienza : mia figlia e la gelosia del fratellino

La mia primogenita aveva 2 anni quando le abbiamo annunciato l’arrivo del fratellino. Non sembrava particolarmente interessata alla faccenda, e al più faceva una smorfia di celato scetticismo inconsapevole.

Toccare la mia pancia per sentire i movimenti del bebè equivaleva all’incirca a prendere in mano una candela dal suo stoppino appena spento – uno scatto all’indietro in un misto di sconcerto, fastidio e disgusto.

gelosia del fratellino io la pancia non la tocco
Io la pancia non la tocco!

Ero, certamente, ingenua e impreparata, come chi vive una cosa per la prima volta: la mia povera bimba stava ancora imparando a parlare, a usare il vasino, e in più stavamo anche per traslocare. (Aspetta che riprendo quella famosa lista degli eventi più stressanti in una vita..?).

Mi sa che mi sono talvolta dimenticata l’effetto empatia di cui sopra.

Sintomatologia indimenticabile

Comunque, il ricordo che primo mi sale alla mente è il nostro sabato pomeriggio insieme. Per liberare il papà che lavorava nella nuova casa, preso dal panico da sta per nascere mio figlio e arriva l’inverno e noi ancora non abbiamo il riscaldamento nella casa nuova, ho deciso di portare la bimba al museo di storia naturale.

Una bella uscita madre-figlia per rinforzare il nostro legame.

Alla fine della visita, poiché il pomeriggio era trascorso molto bene, ho pensato “Dai, andiamo a messa insieme adesso visto che è di buon umore, così domani mattina possiamo fare altro”

Quando si dice darsi la zappa sui piedi..

Comunque, mia figlia tutta contenta si avvia verso la zona adibita ai piccoli dentro la chiesa, dove fogli da colorare e pastelli sono messi a disposizione in un angolo in fondo.

Mi sono seduta sorridendo. 5 minuti dopo : “Mamma andiamo via!”

“Ancora 10 minuti amore è appena cominciata”

E da lì in poi, ricordo solo mia figlia che urla sdraiata per terra mentre dà calci di qua e di là, la voce del sacerdote improvvisamente sovrastata; e io che con la pancia al 9° mese non riuscivo più a prenderla in braccio.

(Siamo sopravvissute, tranquillo!)

Capire cosa sta succedendo al mio primogenito

Allora, naturalmente uno se lo aspetta che l’arrivo del fratellino scateni una serie di reazioni.. solo che queste a volte sono così imprevedibili!

Vale la pena ricordarci che più il bimbo è piccolo, meno sa cosa aspettarsi. Per evitare di spaventarlo troppo, meglio evitare di soffermarci in lunghi e dettagliati racconti di tutto quello che potrà fare insieme a bebè numero 2 (o 3..).

Non faremmo che acuire l’angoscia. In fondo, è così anche per noi quando affrontiamo un cambiamento e non sappiamo bene cosa ci succederà : è più rassicurante fermarci al presente.

E poi.. la paura del futuro ci fa aggrappare al passato come un naufrago si tiene stretta la sua zattera anche una volta approdato sull’isolotto.

Tradotto in comportamento infantile: quasi sicuramente ci saranno delle fasi di regressione.

Jealous toddler has a duty
Uhm… Mio o tuo?

Scusa se insisto ma.. Empatia deve diventare il tuo mantra. Cerchiamo (preghiera personale) di non far sentire il bambino in colpa per le regressioni che ci saranno – è un comportamento assolutamente normale, e rimproverarglielo crea un circolo vizioso:

Ho paura che la mamma mi voglia meno bene – cerco di tornare piccolo per avere tutto il suo amore – mi sgrida – non vado bene – devo attirare ancora più la sua attenzione per avere il suo amore assoluto – eccetera.

Gelosia del fratellino quando ancora il primo non parla

Come tutte le emozioni e i sentimenti, anche la gelosia deve venir fuori in qualche modo.

Il bambino che ancora non sa parlare farà ovviamente fatica a capire cosa gli succede e a spiegarsi – il che sfocia molto spesso in comportamenti aggressivi o in cui cerca di attirare l’attenzione.

Per dire, mia figlia non faceva che mordere i compagni di asilo, soprattutto se più piccoli e maschi. Avevo quasi l’ansia quando andavo a prenderla :

“Eh, signora, sua figlia ha morso tizio caio e sempronio anche oggi, ha lasciato proprio un bel segno sula guancia.” (Azz..!)

Allora le avevamo predisposto un cuscino su cui sfogarsi come voleva..

A volte se la prendeva con peluche e pupazzi.

Più spesso naturalmente ero io l’oggetto della sua esplosione emotiva, il che di solito emergeva con il rifiuto di obbedire, o la difficoltà ad addormentarsi.

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Gelosia del fratellino quando il primo già parla

Il fatto di poter esprimere a parole le proprie paure è una grande liberazione.

Tra l’altro vale per noi adulti : quante volte ti sei tenuto dentro paura, angoscia e tristezza per timore di non essere capito o accettato?

E se mai sei riuscito a prendere il coraggio di confidarti con qualcuno, fosse anche una pagina di diario? Una liberazione!

Io ho sperimentato questo : la prima volta costa una fatica immane aprirsi e mostrare la propria vulnerabilità. Poi via via sempre meno.. Fino a che non diventa quasi naturale.

E sai qual è il principale vantaggio? Far chiarezza con me stessa. Mentre finché le emozioni rimangono imprigionate in pensieri circolari nella mia testa, giro in tondo.

Ma tornando al bambino: invitalo a parlare di come si sente. Magari non sa che la rabbia o lo sconvolgimento interiore sono dovuti alla gelosia del fratellino; però puoi insegnargli a dire: “Sono arrabbiato/ triste, Ho bisogno di coccole, Voglio stare con te” e via dicendo.

Gelosia del fratellino io voglio le coccole
Io voglio solo coccole.

Questo non vuol dire che non ci saranno comportamenti inusuali o aggressivi! Ma possono essere attenuati un po’ con le parole adeguate.

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Cosa fare prima che nasca

Adesso che abbiamo visto i principali “sintomi”.. Vediamo come fare ad attenuarli!

  • Spiegare cosa sta succedendo ma non troppo. Non tenere per troppo tempo all’oscuro tuo figlio di quello che sta per succedere, gli farà invece benissimo sentirsi partecipe. Senza cadere nell’eccesso opposto! Non alimentiamo le sue paure.

  • Leggere libri. Le storie hanno il potere di mostrare attraverso un personaggio terzo quello che il bambino sta vivendo. È un’arma potentissima per rassicurare, spiegare, parlare con più facilità.. E anche passare un momento insieme. (Sotto trovi un elenco di libri che mi sembrano utili.. Ma puoi rifornirti in biblioteca o chiedere a scuola!)

  • Mostrare le foto del primogenito da piccolo. Mia figlia adora che io le racconti di quando è nata; anzi è forse la sua storia preferita. Riguarda il suo album di foto ancora oggi con grande orgoglio. Anche questo può essere un modo prezioso per calmare certe ansie!

  • Preparare insieme un regalino. Questo è stato un consiglio della mia ostetrica. Ho comprato di nascosto un pensierino per mia figlia, e poi io e lei insieme abbiamo scelto un regalo simbolico per il fratellino. Ho messo entrambi nella borsa della maternità; e quando è venuta in ospedale dopo il parto, si sono scambiati i regali. (Tra l’altro, io non ci avevo pensato ma.. se possibile quando entra in stanza lasciate il piccolino nella sua culla per poter abbracciare il primo come si deve!) Era piccolina naturalmente quindi non si è chiesta come fosse possibile che un bebè dentro il ventre materno si fosse procurato un regalo per lei, ma il gesto simbolico si è rivelato un’arma potente per farle vedere il nuovo arrivato con occhi diversi.

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Cosa fare dopo

Il difficile è trovare l’equilibrio tra il dedicarti anima e corpo al bebè, dargli le stesse attenzioni che ha avuto il primo; e non far sentire il numero 1 messo da parte.

Gelosia del fratellino quando siamo insieme la prima volta
Ma quale equilibrio??

La ginnastica del trovare tempo ed energie per tutti, compresi gli adulti e la coppia, necessita allenamento!

Con tempo e pazienza, capirai come camminare sul filo.

Ecco come ridurre gli screzi:

    • Spiegare come comportarsi, cosa è ok e cosa no. Quello che ci sembra scontato non lo è per chi vede un neonato per la prima volta. Ripetiamo come si fa, quali gesti sono ammessi e quali pericolosi.

      I can do this mama
      Mamma posso fare da sola!

      Quando il primogenito è troppo brusco, mettiamo la situazione in sicurezza e prendiamo il tempo di guardare negli occhi il grande e spiegargli cosa non andava.

    • Verbalizzare le emozioni. Magari lasciando esprimere anche quelle “inaccettabili, come il non volerlo proprio questo fratellino. “Ti fa arrabbiare quando tengo tanto in braccio tuo fratello? Non ti piace il fratellino? Cosa dici, lo rimandiamo indietro? – occhiolino! Noi ti vogliamo sempre bene e siamo qui con te”

    • Passare del tempo da soli. Fossero anche dieci minuti, ma senza interruzioni, per far sentire al bambino la nostra attenzione.

Gelosia del fratellino ma dare una mano
Ti aiuto io!
  • Implicarlo per farlo sentire utile. A questo proposito c’è un capitolo interessantissimo nel libro di Martin Seligman dedicato alla psicologia positiva, in cui racconta come l’aver chiesto ai figli di aiutarli a svolgere alcuni compiti legati alla cura dell’ultimo nato aveva non solo rafforzato la loro autostima e fatto scoprire una predisposizione verso certe attività, ma anche creato complicità tra i fratelli e coi genitori.

  • Attenzione alle parole che usiamo! Non diamo sempre la colpa al bebè quando non possiamo fare qualcosa col grande.

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Cosa fare sempre e comunque

  • Mantenere il più possibile la stessa routine! È un punto di riferimento che fa sentire i bambini al sicuro.

  • Visualizzare un infinito serbatoio di pazienza da cui attingere.

  • Mostrare in tutti i modi possibili il nostro amore incondizionato. Libera la tua creatività!

  • Niente forzature. A me sarebbe piaciuto che mia figlia appoggiasse la testolina sulla mia pancia per sentire il fratellino. Me lo immaginavo come un momento di grande complicità. (Oltre che un modo per farla stare ferma e potermi riposare dalla mia inestinguibile fatica cronica). Ma ognuno è diverso, e accettarlo è un fondamentale gesto d’amore.

  • Ricordare il rispetto delle regole. Con gentilezza, naturalmente. Ma ricorda : i bambini provano sempre a infrangerle, soprattutto nei momenti difficili, per testare fino a dove possono arrivare. Porre dei limiti è essenziale per farli sentire amati e al sicuro.

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In conclusione? La gelosia del fratellino è una difficoltà naturale da superare

Noi tutti genitori abbiamo la tendenza a voler proteggere in nostri bambini. Vorremmo evitare loro ogni sofferenza o sentimento negativo.

Eppure. Quante volte hai superato una difficoltà e ti sei sentito rinascere? Quanto ti ha cambiato, quanto ti ha fatto sentire bene, quanto ti ha fatto capire di te stesso?

In uno dei corsi per genitori cui ho assistito, mi è stata rivolta questa frase che mi è rimasta impressa :

Se Martin Luther King non avesse sperimentato sulla sua pelle il razzismo, non avrebbe mai potuto dare il suo incomparabile contributo all’umanità.

Non dico di far vivere apposta delle indicibili sofferenze perché “ciò che non ti uccide ti fortifica”!

Ma non dimentichiamo che le difficoltà fanno parte della vita e insegnano un sacco sulla nostra capacità a superare i problemi. La gelosia del fratellino è un primo ostacolo – trasformiamolo in occasione.

gelosia del fratellino proviamo a fare il bagnetto
Dai che ce la facciamo!

 

Risorse e referenze

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