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Dire di no. Perché dovresti imparare l’assertività. Adesso

Vi è mai capitato di fare qualcosa di gentile per gli altri sentendovi costretti a disagio? Avete mai avuto paura a dire di no? Paura di non essere accettati, di ferire l'altra persona col vostro no? Se è così, leggete qui! Imparare a dire no, si può. Impariamo insieme l'assertività!

dire di no arrampicata
dire di no arrampicata

Dire di no. Ma sei matta?!

Mi ci sono voluti anni per rendermi conto che, beh, ho un problema a dire di no. Amici o colleghi mi chiedono un favore? Certo che ti aiuto! Mi si chiede di fare qualcosa che assolutamente io non voglio? Eccomi qua!

Mi costringo, o trovo una scusa improbabile per giustificare il mio no. E poi mi sento in colpa per ore, a volte giorni. Sono diventata così brava, che non mi sono nemmeno resa conto che in realtà mi auto- convinco a cambiare idea e credere che l'opzione dell'altra persona sia in realtà la migliore. Dimentico perfino perché non volevo assecondarla in primo luogo.

Modalità introspezione

Ho dovuto riflettere profondamente per capire cosa stavo facendo, e perché.

Ho dimenticato i miei bisogni. Non li ascolto più. Come se non fossero importanti, importanti quanto quelli dell'altra persona. Mi sono sacrificata senza sapere perché e soprattutto, senza sapere COSA stavo sacrificando.

I miei pensieri erano: "Ce la faccio, posso rinunciare, facciamo quello che chiede l'altra persona, così sarà felice, non sarà delusa, non si arrabbierà".

Continuo?

Ho avuto l'impressione che il mio collega fosse irrispettoso con me? mi ha detto qualcosa che mi ha ferito? Non dico nulla. Lo giustifico, mi comporto come se nulla fosse successo e mantengo la mia delusione ben chiusa dentro. Almeno fino alla volta successiva..

Una bomba a orologeria!

Sintomi

Il peggio? Il mio "sì" era una risposta automatica, non una scelta consapevole. Allora mi sentivo nervosa, mi faceva male lo stomaco, le spalle si irrigidivano.

Il mio disagio, la mia mancanza di connessione a me stessa, si è mostrata attraverso il mio corpo. Ma io non ho ascoltato. (ovviamente!)

È stato un processo molto lungo, in cui ho finalmente capito che ho talmente tanta paura di non essere amata e accettata, che faccio qualsiasi cosa pur di non deludere gli altri, per fare quello che chiedono. (e anche ora che lo so, non è necessariamente più facile dire di no, ma almeno so cosa sta succedendo dentro di me).

Se diventa un problema

Mi sono lasciata prendere dal panico per piccole cose, come ricevere un invito a casa di un amico, quando io avevo programmato qualcos'altro tra di noi in famiglia, ad esempio.

"Non posso dire di no, dobbiamo andare!"

E contemporaneamente "Volevo davvero fare quel picnic come avevamo previsto .." Qualunque fosse la scelta, sentivo che la mia giornata era rovinata. O dal senso di colpa o dal rimpianto. E torturavo me stessa (e mio marito, ah!) per ore.

Assertività e dire di no. La teoria, baby

OK. Lo so, sembro pazza. Ma a nessuno di voi succede? Se ci siete, fatemi sapere come fate!

Comunque, torniamo seri per un attimo (solo un attimo, eh?). In psicologia questa cosa si studia! Si chiama ASSERTIVITÀ.

Se non sapete cosa sia, come me fino a un paio di anni fa, si definisce così una caratteristica, un'abilità, o un comportamento. La persona assertiva riesce a esprimere il suo punto di vista, o a difendere i propri diritti, senza nulla togliere ai diritti del suo interlocutore, o al suo punto di vista.

(E se volete saperne di più, vi consiglio di leggere questo articolo.)

D'accordo, stiamo parlando della definizione generica di una capacità di comunicazione. Per me però, saper dire di no fa parte di questa abilità. Quando riusciamo a metterci sullo stesso piano del nostro interlocutore, siamo anche capaci di difendere le nostre posizioni, di porre il nostro no.  Senza sentirci male. E senza ferire chi abbiamo di fronte.

Lo so, a parole son bravi tutti..

MA torniamo alla nostra storia.

Un figlio ti cambia la vita

Una bella mattina di fine primavera, è nata mia figlia. Una bella creatura volitiva. Fin da piccola, voleva averla vinta a modo suo, sempre e comunque (cosa che ovviamente pensavo fosse "normale" fino a quando non ho avuto il mio secondo, un bimbo sereno e accomodante).

I miei no in tono dolce non li sentiva nemmeno. E fu presto chiaro che ciò cui obbediva quando era suo padre a chiederlo, non lo era se lo chiedevo io. Troppo dolce, per così dire. Troppo spaventata (io) dal mio no.

Questo mi ha fatto rimettere in discussione. Perché una bambina di 18 mesi non può fare quello che vuole; intanto perché spesso è pericoloso, e poi perché le rovinerei la vita se non le insegnassi alcune regole cui prima o poi si troverà davanti. Non posso farle credere che nel mondo tutti sono pronti a sottomettersi ai suoi voleri nell'istante stesso in cui lei li esprime.

Voglio anche mostrarle che piangere, lamentarsi e piagnucolare non appena un desiderio fa capolino nella sua testa, non è il comportamento adatto perché esso venga esaudito. Infine, che io non sono la sua serva personale, anch'io sono una persona con bisogni che anche lei deve riconoscere.

La vera verità

Uff. E 'stato difficile per qualcuno abituata a sacrificarsi sempre come me.

Intanto perché.. d'accordo, abbiamo entrambe dei bisogni da riconoscere e soddisfare. Allo stesso tempo, sono io l'adulto, quella con il cervello ormai giunto a maturazione. Mia figlia invece è ancora una bambina. Come trovare il buon equilibrio??!

No, non puoi cenare sulle mie ginocchia, perché ho bisogno di mangiare anche io, puoi sederti sulla tua sedia e quando ho finito, puoi venire in braccio e ci coccoliamo. Avresti potuto avere il gelato, se l'avessi chiesto correttamente; urlarmi addosso per venti minuti, non è un buon modo per chiedere qualcosa. La prossima volta, puoi dire"Mamma, per favore, posso avere il gelato?" e ​​funzionerà meglio ..

Elenco non esaustivo di esempi, naturalmente.

Ci vuole molta pazienza per sopportare le grida di protesta che seguono e decidere in anticipo come gestirle: ignorarle, allontanarmi per qualche minuto e calmarmi, parlare con loro per spiegare, e così via. Sono diventata un po' più attenta ora a riconoscere quando mia figlia mi manca di rispetto, parlandomi come non vorrei.

E faccio anche degli sforzi per comunicare quando i miei sentimenti sono feriti. Ci vuole un sacco di pratica e tempo, trovo che sia un viaggio molto difficile che devo a me stessa e che devo ai miei figli.

Qualche consiglio?!

Se volete provare anche voi a intraprendere questo viaggio, ecco qualche suggerimento pratico per cominciare :

fate una pausa prima di rispondere.

Studiatevi qualche frase fatta da buttare lì quando qualcuno inizia a chiedere "Non è che potresti...?"

Può essere un fammici pensare un attimo, o dammi solo due minuti, qualunque scusa va bene.

Poi, respirate. E ascoltate la vocina dentro di voi (tanto lo so che ce l'avete anche voi! ), prima di valutare la risposta da dare.

Perché il nostro "sì" diventi una scelta.

 

Se avete provato, fateci sapere com'è andata nei commenti!

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2 pensieri su “Dire di no. Perché dovresti imparare l’assertività. Adesso

  1. Roberto

    Ho letto un po' per curiosità. In realtà sono un nonno, di 50 anni, ma nonno. La cosa bella che ho provato nel leggere questo articolo è che sono sensazioni e realtà che ho vissuto con i miei figli e che mi ritrovo a rivivere ancora col nipote. In modo differente, più maturo ma mi fa piacere scoprire di nn essere un marziano. Comunque complimenti per il blog.

    Rispondi
    1. clio

      Grazie! Mi fa piacere avere il punto di vista anche di chi sta vivendo un tipo di relazione diversa, immagino forse più consapevole.. E sono contenta anche io in fondo di sentire che le mie esperienze trovano eco anche in altri 😉 non sono marziana nemmeno io allora 🙂 🙂

      Rispondi

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